FORMIA, 630MILA EURO SOTTRATTI AL FISCO: ASSOLTO IMPRENDITORE

È arrivata dopo una lunga camera di consiglio la sentenza emessa dal giudice monocratico della V Sezione del Tribunale di Napoli per violazione del decreto legislativo sui crimini fiscali.

L’imputazione per l’imprenditore formiano, assistito dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Giovanni Valerio, era particolarmente grave. Infatti, secondo l’ufficio delle Dogane di Napoli, coadiuvati dalle Fiamme Gialle, il 47enne avrebbe sottratto al fisco quasi 650.000 euro, utilizzando l’escamotage di portare in detrazione elementi passivi rivelatisi secondo l’ufficio antifrodi delle Dogane inesistenti.

Il contenzioso, durato anni, ha tuttavia condotto ad una pronuncia assolutoria in favore dell’uomo in quanto secondo l’impostazione difensiva non vi era mai stata alcuna ricostruzione fraudolenta, ma semplicemente un problema di allineamento con le fatture estere. Infatti, secondo la tesi degli avvocati Cardillo Cupo e Valerio, condivisa dal giudice Ilaria Napolitano, le passività dichiarate non erano altro che elementi passivi legati all’acquisto di materiale tecnologico dall’estero che per problemi di allineamento dei software non apparivano riscontrabili nel cassetto fiscale.

Nel corso del dibattimento, tuttavia, la difesa documentava la reale esistenza di fatture estere per acquisto di materiale tecnologico, sconfessando così la tesi della Procura.

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