Le associazioni del sud pontino “Incontri e Confronti” e “Comunità del Lazio Meridionale ed Isole Pontine” presentano la loro mozione
I suoi articoli definiscono i pilastri del contrasto agli incendi boschivi: previsione, prevenzione e lotta attiva, identificando nel patrimonio boschivo nazionale un bene insostituibile per la qualità della vita.
Le principali competenze sono assegnate dalla legge alle Regioni, che hanno il compito, in primo luogo, di emanare i piani per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi (principalmente attraverso il Piano Antincendio Boschivo, o piano AIB) con cadenza triennale ed eventuale revisione annuale degli stessi.
L’attività di previsione e prevenzione avviene tramite l’individuazione delle aree e dei periodi a rischio di incendio e ad attuare azioni mirate a ridurne le cause e il potenziale innesco.
“ La legge 353/2000 in materia di incendi boschivi, sottolinea che l’approccio più adeguato per perseguire la conservazione del patrimonio boschivo, sia quello di promuovere ed incentivare le attività di previsione e di prevenzione, anziché privilegiare la fase emergenziale legata allo spegnimento degli incendi.”
FONTE: (Piano AIB 2021/2025 Reg. Lazio; pag 215 sez. Aree Naturali Protette Regionale)
FUOCO PRESCRITTO
Nel novembre 2022 è stata modificata la Legge Regionale 39/2002 disciplinando il fuoco prescritto con l’art. 64 bis:
(Applicazione e pianificazione ai fini della prevenzione incendi del fuoco prescritto)
1. La Regione, al fine di garantire la protezione e l’integrità del proprio patrimonio ambientale nonché implementare le azioni finalizzate alla prevenzione degli incendi, favorisce l’applicazione pianificata del fuoco prescritto per la gestione e la conservazione di diversi ecosistemi.
2. Si definisce fuoco prescritto l’applicazione pianificata del fuoco in specifiche condizioni ambientali, per conseguire definiti obiettivi di tutela e gestione del territorio. Il prescritto, quale misura di lotta attiva contro gli incendi boschivi, si basa su un uso consapevole ed esperto del fuoco su superfici pianificate secondo precise prescrizioni e procedure operative ed è utilizzato per la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi.
3. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, la Giunta regionale adotta apposito regolamento, predisposto dalla struttura o agenzia competente in materia di protezione civile che si occupa della redazione del piano antincendio regionale, per definire modalità e criteri per lapplicazione pianificata del fuoco prescritto nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente.
4. Le attività di fuoco prescritto devono essere codificate nell’ambito di una progettazione da sottoporre ad autorizzazione da parte degli enti di cui all’art. 7 del r.r. 7/200, previa acquisizione dei pareri e nulla osta previsti dalla normativa di riferimento, compreso il parere da parte della competente struttura regionale in materia forestale. Le attività di fuoco prescritto non possono essere applicate nei boschi e nelle aree assimilate a bosco di cui all’art. 4.
L’utilizzo del fuoco prescritto in via sperimentale è stato introdotto anche nella pianificazione AIB dei parchi e riserve naturali regionali.
ITER ABROGATIVO DEL COMMA 121 CHE INTRODUCE L’ART. 64 bis DELLA LEGGE REGIONALE 39/2022
PROPOSTA DI LEGGE N. 223 DEL 6 AGOSTO 2025 ADOTTATA DALLA GIUNTA REGIONALE CON DELIBERAZIONE N. 679 DEL 31 LUGLIO 2025
ARTICOLO 4
…i) Il comma 121, che introduce l’art. 64-bis della l.r. n. 39/2022 (Norme in materia di gestione delle risorse forestali), relativo all’applicazione e pianificazione ai fini della prevenzione incendi del fuoco prescritto, è abrogato. Al riguardo, il Ministero della Difesa ha osservato che la disciplina della tecnica del fuoco prescritto prevista dall’articolo 64-bis della l.r. 39/2002 (Norme in materia di gestione delle risorse forestali), introdotto dall’art. 9, c. 121, della l.r. 19/2022, per quanto attiene agli aspetti di detta disciplina afferenti alla materia protezione civile, oggetto di competenza legislativa concorrente, ai sensi dell’art. 117, terzo comma della Costituzione, presenti aspetti di difformità rispetto alla disciplina di principio dettata dalla normativa statale, dettata dall’art. 4, c. 2 bis, della legge n. 353/2000. La Regione si è impegnata ad abrogare il c. 121 dell’art. 9 della l.r.19/2022;
IL Consiglio Regionale del Lazio APPROVA con 22 voti favorevoli e 7 astenuti, la proposta di legge regionale n. 223 del 6 agosto 2025
Via libera alla proposta di legge n. 223/2025: armonizzazione con le disposizioni statali, semplificazione delle procedure e abrogazione di norme superate.
L’art. 64 bis (fuoco prescritto), introdotto dal comma 121 dell’art. 9 della L.R. 23.11.2022 n. 19, è stato abrogato dall’art. 4 della PL 223, approvata con Deliberazione legislativa 20.11.2025
CONCLUSIONI
La Provincia di Latina e in particolare il sud Pontino è uno dei territori maggiormente colpiti dalla piaga degli incendi boschivi. Questo grave fenomeno interessa diversi comuni e tra i più colpiti troviamo Itri, Fondi, Lenola, Formia, Spigno Saturnia e Castelforte. Sono altresì interessati da gravi incendi anche ì due parchi regionali, il Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e il Parco Regionale dei Monti Auruci. Nel piano AIB 2021/2025 del Parco Regionale dei monti Aurunci, redatto dalla società D.R.E.AM. si afferma che la quasi totalità degli incendi sono di origine dolosa e “sono in gran parte causati da persone che vogliono il rinnovo delle superfici forestali/pascolive, per destinarle al pascolo di bestiame bovino, equino e caprino/ovino. La necessità del rinnovo del cotico erboso determina la singolare elevata frequenza di incendi nella medesima area. Solamente il 30% circa dell’area del piano è interessato da incendi boschivi negli ultimi 16 anni e circa il 60% di tutti gli incendi si ripete nel quinquennio, incrementando il processo di degrado delle superfici forestali. Gli incendi pastorali, appiccati con dolo nel periodo estivo quando l’ampelodesma è secco ed il fuoco “cammina” bene, entrano spesso nei boschi, portando ad una continua perdita di superficie forestale e comportano un costo elevatissimo alla comunità in termini di spese di estinzione.”
“Sono praticamente falliti negli anni tutti i progetti e le azioni messe in campo per limitare il numero degli incendi: progetti di telecamere, droni, vedette, pattugliamenti strategici, vigilanza e controllo mirati. Lo dimostrano i dati che alla fine di ciascuna stagione degli incendi vengono presentati. Nonostante tutte le azioni poste in essere si sono ottenuti i medesimi risultati e cioè un alto numero di incendi boschivi ed un elevato numero di ettari percorsi con tutto ciò che ne consegue.”
In questo contesto si inserisce il tema del fuoco prescritto, non solo inteso come strumento di prevenzione ma anche come strumento di gestione territoriale e di tutela di habitat. Nel piano operativo Regione Lazio 2020-2022 il fuoco prescritto è definito una tecnica di applicazione esperta ed autorizzata del fuoco su superfici prestabilite per conseguire specifici obiettivi gestionali e di prevenzione degli incendi boschivi.
L’adozione del fuoco prescritto, quale misura di prevenzione, è una pratica ammessa in vari Paesi, quali Spagna, Portogallo, Francia; Diverse regioni italiane applicano il Fuoco Prescritto come tecnica di prevenzione antincendio, basata su leggi regionali specifiche e piani antincendio boschivo (AIB). Tra le regioni con normativa o esperienza applicativa spiccano Toscana (pioniera), Puglia (con la L.R. 24/2021), Campania (con la L. R. 20/2016), Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Valle d’Aosta. In Italia molte Aree Protette, Parchi Regionali e Parchi Nazionali (Vesuvio, Cilento, etc.) hanno già effettuato interessanti esperienze di fuoco prescritto.
Da Settembre 2021, a seguito di alcuni incendi devastanti, alcune associazioni locali hano iniziato ad occuparsi del fenomeno con l’intento di individuare possibili strateglie di contrasto agli incendi boschivi che non si limitassero al solo sistema repressivo e al ricorso dello spegnimento aereo, quest’ultimo assolutamente necessario ma risultato di una fase ormai emergenziale. L’intento era di favorire strategie di previsione e prevenzione (previste tra l’altro nelle varie leggi nazionali e regionali in materia di incendi boschivi) stimolando le istituzioni locali e regionali a farsi carico di condividere le proposte scaturite da anni di impegno sul tema. Il traguardo più importante è stato raggiunto nel Febbraio 2022 con una audizione presso commissione Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile e ricostruzione, presieduta da Enrico Cavallari, la quale si impegnava a modificare una normativa inadeguata, non al passo con i tempi e lo sviluppo della tecnologia.
Nel novembre 2022 è stata modificata la Legge Regionale 39/2002 disciplinando il fuoco prescritto con l’art. 64 bis.
Si richiede pertanto il ripristino dell’art. 64bis della L. R. 39/2022 relativo all’applicazione e pianificazione ai fini della prevenzione incendi del fuoco prescritto, anche considerando che tante altre regioni italiane fanno ricorso a tale tecnica, alcune in virtù di leggi regionali specifiche. Si sottolinea che l’abrogazione è stata approvata su una osservazione del Ministero della Difesa, che non ha nessuna competenza in materia di Gestione delle Risorse Forestali.
Così, in una nota, le associazioni “Comunità del Lazio Meridionale ed Isole Pontine” e “Incontri & Confronti”.
