Attività interdette dell’area della piscina “open” al PalaBianchini di Latina: arriva l’ordinanza del dipartimento “Territorio” del Comune di Latina. Non sarà possibile utilizzare vasca, locali accessori, spazi di pertinenza e di ogni altra area o locale oggetto di concessione della Nuoto 2000, a partire da lunedì 22 giugno 2026 fino alla data di termine dei lavori prevista per il 31 agosto.
L’ordinanza spiega che “secondo il cronoprogramma delle lavorazioni dell’appalto Pnrr, necessita avviare la fase di movimentazioni di carichi in quota per la rimozione della copertura ai fini della sostituzione della stessa con una nuova copertura in legno lamellare previo abbassamento delle pareti perimetrali e delle strutture portanti della piscina coperta”.
A distanza di un paio di giorno dalla pubblicazione dell’ordinanza, è arrivata la ferma presa di posizione del concessionario Nuoto 2000 che l’ha espressa in una nota.
“La Nuoto 2000 prende atto della decisione assunta dall’Amministrazione, ma evidenzia come tale misura determini conseguenze estremamente gravi sulla gestione dell’impianto e sull’equilibrio economico-finanziario della concessione occorre innanzitutto sottolineare che il Piano Economico Finanziario posto a base della concessione non prevedeva in alcun modo la chiusura, neppure parziale o temporanea, della piscina coperta o delle attività ad essa connesse.
Al contrario, il PEF è stato costruito sulla necessità di garantire la continuità del servizio e la progressiva implementazione delle attività sportive, didattiche e sociali offerte alla collettività. La riduzione dell’orario di utilizzo dell’impianto per nove ore consecutive al giorno impedisce di fatto alla concessionaria di conseguire gli obiettivi previsti dal Piano Economico Finanziario e di adempiere agli obblighi assunti con la concessione.
Tale situazione determina una significativa contrazione dei ricavi, senza alcuna corrispondente riduzione dei costi fissi di gestione, compromettendo l’equilibrio economico dell’intera operazione. La Nuoto 2000 è già stata fortemente penalizzata dalla chiusura dell’impianto verificatasi nel novembre 2023, affrontando ingenti investimenti e notevoli sacrifici organizzativi per garantire la prosecuzione delle attività sportive e consentire alla città di Latina di continuare a usufruire di un servizio essenziale.
In particolare, la società ha sostenuto, a proprie spese, costi di importo estremamente rilevante per la realizzazione degli spogliatoi a servizio dell’impianto, investendo centinaia di migliaia di euro in opere che hanno incrementato il valore del patrimonio comunale. Tali somme non sono state restituite alla concessionaria e, allo stato, non risulta alcuna intenzione dell’Amministrazione di procedere al relativo ristoro.
Si tratta di un sacrificio economico già sostenuto dalla società nell’interesse dell’impianto pubblico che avrebbe dovuto essere adeguatamente considerato prima di adottare misure suscettibili di compromettere ulteriormente la sostenibilità della gestione. Tale circostanza costituisce un ulteriore e significativo aggravio a carico della concessionaria.
Particolare preoccupazione desta inoltre la modalità con cui è stata programmata la chiusura giornaliera dell’impianto. L’interdizione è infatti prevista sin dalle ore 6:00 del mattino, fascia oraria nella quale abitualmente si svolgono gli allenamenti degli atleti e durante la quale non risultano normalmente in corso le lavorazioni oggetto dell’intervento. Parimenti irragionevole appare la previsione di chiusura nelle ore centrali della giornata, tra le 13:00 e le 15:00, periodo nel quale proseguono le attività di allenamento degli atleti e nel quale, per effetto delle disposizioni nazionali e regionali adottate a tutela della salute dei lavoratori durante le ondate di calore, l’esecuzione di lavorazioni all’aperto risulta fortemente limitata o addirittura sospesa.
La Nuoto 2000 ribadisce pertanto la propria disponibilità a collaborare con l’Amministrazione comunale – conclude la nota – affinché i lavori programmati possano essere realizzati senza compromettere la continuità del servizio pubblico sportivo e senza pregiudicare la sostenibilità economica della concessione. Per tali ragioni si auspica una urgente revisione delle modalità e degli orari di chiusura, individuando soluzioni organizzative compatibili sia con le esigenze del cantiere sia con il regolare svolgimento delle attività sportive e con il rispetto degli impegni assunti nel Pef”.
