Scuole Sicure partito a scuole chiuse, l’opposizione lascia l’aula. “Ritardi e approssimazione hanno svuotato il progetto”. Lbc, PD, M5S e Per Latina 2032 annunciano la convocazione della commissione Trasparenza
“L’ennesima gestione approssimativa da parte dell’amministrazione Celentano ha finito per compromettere la sostanza di un progetto importante per la sicurezza e la prevenzione”. È quanto denunciano i gruppi consiliari di opposizione, che nel corso del consiglio comunale di oggi hanno abbandonato l’aula al momento del voto sulla ratifica della variazione di bilancio relativa al finanziamento ministeriale “Scuole Sicure” per l’anno scolastico 2025-2026.
Il progetto, finanziato con oltre 30mila euro dal Ministero dell’Interno, è finalizzato al contrasto dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti nelle aree adiacenti agli istituti scolastici, oltre che al rafforzamento della presenza della Polizia Locale e alla promozione della cultura della legalità tra gli studenti. Una finalità condivisibile che però, secondo i consiglieri di opposizione, è stata ampiamente compromessa dai ritardi accumulati.
“Parliamo di un progetto pensato per svolgersi tra gennaio e maggio, durante il regolare anno scolastico, con attività di prevenzione e controlli davanti agli istituti. Invece – evidenziano i consiglieri di Lbc, PD, M5S e Per Latina 2032 – una parte degli interventi è stata spostata tra il 9 giugno e il 9 luglio, quando le scuole secondarie di primo e secondo grado sono di fatto chiuse e gli studenti non frequentano più regolarmente gli istituti”.
“Siamo i primi a ritenere importante intercettare risorse ministeriali per rafforzare la sicurezza e sostenere il lavoro della Polizia Locale, ma non possiamo ignorare il fatto che ritardi e disorganizzazione abbiano finito per svuotare il senso stesso dell’iniziativa”.
Nel corso della discussione, l’opposizione ha chiesto chiarimenti sui tempi di attuazione del progetto e sulle ragioni che hanno determinato lo slittamento del cronoprogramma originario. In particolare, grazie ai rilievi dei consiglieri Loretta Isotton e Leonardo Majocchi sui controlli previsti tra il 9 giugno e il 9 luglio, è emerso come una parte delle attività sia stata spostata in un periodo in cui le scuole di fatto sono chiuse. In aula, però, erano assenti sia l’assessore competente sia i dirigenti responsabili del procedimento, tanto da rendere necessario richiedere una sospensione della seduta per consentire un approfondimento.
“Abbiamo avanzato una richiesta di semplice buon senso, – spiegano i consiglieri – chiedendo di sospendere i lavori e valutare anche la possibilità di riprogrammare le attività residue all’inizio del prossimo anno scolastico, così da renderle realmente efficaci. La maggioranza però ha respinto la sospensione, scegliendo di procedere al voto senza consentire alcun approfondimento e senza fornire alcuna risposta chiara su quanto accaduto in questi ultimi mesi”.
“Già la giunta comunale – rilevano le opposizioni – ha impiegato quasi due mesi per recepire il finanziamento ministeriale, comunicato dalla Prefettura il 13 febbraio e iscritto in bilancio soltanto il 23 aprile. A questo ritardo si sono aggiunti altri due mesi per la ratifica in consiglio comunale, arrivata oggi con procedura d’urgenza, nell’ultimo giorno utile. Una dimenticanza può capitare una volta, ma quando i ritardi e le ratifiche all’ultimo minuto diventano la regola emerge un problema politico che non può essere ignorato. Non è chiaro cosa sia accaduto nei mesi scorsi e perché un procedimento relativamente semplice abbia subito rallentamenti tali da compromettere il senso e l’efficacia del progetto”.
“Dal momento che oggi non è stato possibile ottenere i necessari chiarimenti, – annunciano i consiglieri – convocheremo una commissione Trasparenza per ricostruire tempi, responsabilità e scelte compiute. La sicurezza dei giovani e la prevenzione delle dipendenze sono temi troppo delicati per essere affrontati con interventi tardivi o meramente formali. Servono programmazione, coerenza amministrativa e misure realmente efficaci. Per questo, al momento della votazione, abbiamo deciso di lasciare l’aula, rifiutandoci di avallare un modo di procedere che rischia di trasformare anche i progetti più importanti in semplici adempimenti burocratici”.
