MAD arriva all’EtnoMuseo Metropolis e al MARCH di Roccagorga con il progetto espositivo contemporaneo ARTISTE & MUSEI PER LA PACE 2026; il vernissage sarà sabato 20 giugno alle ore 19:30 che si apre con il saluto della Sindaca di Roccagorga Carla Amici e gli interventi dei direttori dei musei della rete museale provinciale MIR,Fabio D’Achille e Eros Ciotti; in serata dopo un rinfresco con prodotti tipici dei Monti Lepini, alle ore 21:30 ci sarà il flashmob poetico “Mic&drop Assalto lirico”, spettacolo ideato da Massimo De Martino con Marina Provenzano ispirato al libro “Il loro grido è la mia voce – Poesie da Gaza” (Fazi Editore), il progetto porta in scena un atto poetico potente e necessario. Le parole di autori palestinesi, nate dopo gli eventi del 7 ottobre 2023, prendono corpo attraverso una performance nello spazio scenico della mostra nel cortile nobile del Palazzo ex Doria Panphilj che fonde spoken word, recitazione e musica.
La collettiva continua il suo percorso sui Monti Lepini dopo i musei di Sabaudia e Valvisciolo.
Espongono venticinque artiste: Paola ACCIARINO, Ornella BOCCUZZI, Natasha BOZHAROVA, Germana BRIZIO, Rossana CARTURAN, Antonella CATINI, Claudia CHITTANO, Alessandra CHICARELLA, Natascia CONFORTO, Cleonice GIOIA, Laura GIUSTI, Emilia ISABELLA, Marina MANGIAPELO, Monica MENCHELLA, Roberta MODENA, Marta PALADINI, Silvia PALAMARA, Alena PANCHISHIN, Donatella PINOCCI, Marianna Carolina SALE, Ersilia SARRECCHIA, Mirella SPERDUTI, Fabiana TORNESI, Piera VERTECCHI, Serena Fauttilli ZOOE.
Il testo critico è della storica dell’arte Francesca Piovan
“Quante di quelle bambine e giovani donne sarebbero volute divenire artiste?
Quante di loro avrebbero potuto dare un’importante, forte e delicato, segno della propria fragile ma già temprata, esistenza?
Questo è l’interrogativo che deve smuovere le coscienze artistiche, annichilite da cotanta, perdurante violenza.
Il mondo, inteso come collettività extra temporale, è stato privato, depredato, derubato di quel tocco femminile, di quelle voci che divengono echi strepitati da un’altra dimensione, a noi relativamente remoti.
È da tale presupposto che l’Arte diviene testamento visivo, che ci attraversa, ci esorta, ci anima.
È da tale presupposto che nasce l’esigenza di interventi corali, uniti e unificanti.
E ancora il bisogno di rendere l’esperienza della pace un processo concreto, sorvolando sul concetto teorico, e spesso divisorio, della stessa; scongiurando quella mutazione di pensiero e quella percezione permanente di prigionia ideologica cui siamo sottoposti.
L’Arte diviene preghiera. Comunicazione universale. Linguaggio pacifista. Coscienza critica. Responsabilità sociale.
Al contempo il Museo, luogo sacro alle Muse, non è più solamente mero contenitore. Diviene superficie su cui proiettare quelle preghiere, quei linguaggi, quelle coscienze.
Un luogo convenzionalmente e silenziosamente liturgico, si veste di rumore, di colore, di voci e di un’unica grande appartenenza.
La mostra ha come scopo quello di non smettere di chiedere pace ai potenti del mondo a partire dalle comunità, con la forza creativa dell’arte contemporanea che veicola nei musei e nei luoghi della cultura il messaggio inclusivo e pacifico delle donne, delle artiste ma delle stesse comunità. L’arte si fa interprete e mediatrice, di una forza diplomatica che si esprime dal basso e attraversa i territori dal mare ai monti e se necessario dai paesi alle città di provincia fino alle capitali europee (è in programma anche a Sofia in Bulgaria, una mostra a metà settembre alla quale si aggiungeranno anche alcune artiste bulgare).
A Roccagorga la mostra a cura di Fabio D’Achille si protrarrà fino al 20 luglio sempre ad ingresso libero.
