FALSI E MALCOSTUME A PONZA: RINVIATI A GIUDIZIO L’EX SINDACO E ALTRI SETTE

Saranno otto a dover affrontare il processo, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Cassino, Simone D’Andrea, per l’inchiesta della Procura ciociara rispetto a diverse condotte giudicate illegali nell’amministrazione del Comune di Ponza.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cassino, Maria Rosaria Santoni, ha rinviato a giudizio l’ex sindaco di Ponza, Francesco Ferraiuolo, difeso dagli avvocato Vincenzo e Matteo Macari. A carico dell’ex primo cittadino e di tutti gli altri imputati è stato stralciato il reato di frode nelle pubbliche forniture.

Alla sbarra anche l’ex segretario del Comune, Raffaele Allocca, Giuseppe Mazzella (classe 1943), Giovanni Passariello, Antonella Farneti, Michele Di Biase, Mario Pietroniro e Michele Nocerino. Prosciolti gli altri nove indagati.

A gennaio scorso, il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati nel procedimento penale. Erano, in tutto, 17 gli indagati dalla Procura di Cassino che, assistiti da un nutrito collegio difensivo composto, tra gli altri, dagli avvocati Macari, Lettieri, Zecca, Amadei, Parisella, Bianchi e Di Gabriele, dovevano rispondere di diversi reati che si sarebbero consumati durante l’epoca dell’amministrazione guidata dall’ex Sindaco di Ponza, Francesco Ferraiuolo. Accusati sono diverse figure che negli anni hanno ricoperto ruoli apicali nell’amministrazione del Comune isolano.

L’avviso di conclusione indagine è pervenuto agli indagati, a settembre 2023, nell’ambito dell’indagine coordinati dall’allora sostituto procuratore di Cassino, Eugenio Rubolino. L’inchiesta ruota attorno a tutta una serie di atti amministrativi che, secondo l’accusa, sarebbero stati alterati per favorire anche l’assunzione di persone vicine a politici e amministratori.

Tra gli indagati anche l’ex vice sindaco Eva La Torraca, difeso dall’avvocato Pasquale Di Gabriele e l’ex assessore Fabio Aversano, entrambi prosciolti. All’attenzione della Procura il concorso per la Polizia Locale che, nel 2020, avrebbe visto favorire una candidata, imparentata con un assessore, arrivata non in posizione utile per essere assunta, spostando per farle posto un vigile urbano in altro ufficio.

E ancora: contestati certificati medici falsi, la non corretta composizione della Giunta che doveva deliberare (furono approvati atti senza il giusto numero di assessori presenti), l’approvazione da parte della Giunta per la riqualificazione energetica, la nomina di un avvocato per difendere il Comune davanti al Consiglio di Stato.

Tante quindi le contestazioni per indagati che al momento risultano anche residenti fuori provincia. Tra i reati contestati, a vario titolo, l’abuso d’ufficio, omessa denuncia, falso in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture, turbata libertà degli incanti. Il processo inizierà il prossimo 26 novembre.

A commentare la sentenza è l’avvocato Pasquale Di Gabriele: “Si chiude con un proscioglimento pieno la vicenda giudiziaria che vedeva Eva La Torraca, già vice sindaco e assessore del Comune di Ponza, tra gli indagati nell’ambito del procedimento penale pendente presso il Tribunale di Cassino.
Il Giudice dell’Udienza Preliminare presso il Tribunale di Cassino, la dott.ssa Santoni, ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Eva La Torraca al termine dell’udienza preliminare, svoltasi in diverse udienze, escludendo la sussistenza delle condizioni necessarie per il rinvio a giudizio su tutti i capi di imputazione a lei contestati.

La La Torraca era stata raggiunta indagata nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Cassino che coinvolgeva diciassette persone legate a vario titolo all’amministrazione comunale di Ponza. Le ipotesi di reato contestatele riguardavano, tra l’altro, presunte irregolarità nell’assunzione di personale presso il Comune, nella gestione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e nella redazione di delibere di giunta.

Nel corso delle indagini, alla La Torraca — che aveva ricoperto il ruolo di vice sindaco e assessore dal giugno 2017 all’ottobre 2019 — erano state attribuite responsabilità in concorso con gli altri indagati in diverse vicende che avrebbero coinvolto l’intero vertice dell’ente locale isolano.

Ho accolto con soddisfazione la decisione del GIP. «Il proscioglimento conferma ciò che abbiamo sostenuto sin dall’inizio: Eva La Torraca ha sempre agito nel pieno rispetto della legge e nell’interesse della comunità di Ponza. Siamo soddisfatti che il giudice abbia riconosciuto l’infondatezza delle accuse mosse nei suoi confronti», ha dichiarato il legale. La sentenza di non luogo a procedere, emessa all’esito dell’udienza preliminare, chiude definitivamente il procedimento a carico dell’ex vice sindaco, restituendole piena dignità sul piano giuridico e personale. Il procedimento a carico degli altri imputati prosegue separatamente.

LE INDAGINI – Per quanto rIguarda il concorso per i vigili urbani, avvenuto tra il 2019 e il gennaio 2020, la Procura contesta all’ex sindaco Ferraiuolo, all’ex vice sindaco La Torraca, a Mazzella e altri l’assunzione di una donna, Simona Cristo, cognata dell’assessore Michele Nocerino, sebbene non fosse ancora stato approvato il bilancio comunale. La Cristo fu assunta nonostante fosse arrivata quarta classificata, a fronte di un concorso che prevedeva 3 posti a tempo indeterminato come Vigile Urbano. Per l ’assunzione, peraltro, fu anche modificato il piano triennale del fabbisogno personale.E per fare posto alla nuova assunta, fu spostato il dipendente comunale Di Viccaro all’ufficio ragioneria.

Non solo, l’ex segretario del Comune Allocca consegnò alla Cristo anche le domande che la Commissione esaminatrice le avrebbe formulato alla prova orale. La beneficiaria, Simona Cristo, diventata istruttore amministrativo/addetto alla Vigilanza, secondo l’accusa, sarebbe stata “compartecipe nel ricevere anticipatamente le domande oggetto di prova del concorso e responsabile di aver prodotto certificazione medica attestante il falso”. Un certificato medico, che per gli inquirenti non ha validità in quanto la donna non si sarebbe sottoposta ad alcuna visita medica: circostanza che conosciuta da Allocca, gli vale l’accusa di omessa denuncia.

Sempre di falso sono accusati Ferraiuolo, Giuseppe Mazzella (all’epoca vice-sindaco) e Allocca rispetto agli spazi di propaganda elettorale. Avrebbero partecipato a una Giunta per deliberare gli spazi elettorali per il referendum indetto il 29 marzo 2020, senza che in realtà l’esecutivo si fosse realmente riunito. Per rimediare al falso, Allocca avrebbe poi apportato una modifica per errata corrige alla delibera di Giunta del 27 febbraio 2020, certificandola come avvenuta il giorno dopo.

Lo stesso meccanismo, che vale il falso per Ferraiuolo, Mazzella e Allocca, sarebbe stato applicato per una delibera di Giunta (28 febbraio 2020) che prevedeva l’approvazione della progettazione esecutiva dell’intervento di riqualificazione energetica polifunzionale adibito a museo, scuola, e uffici comunali. Coinvolto anche l’ex capo dell’Ufficio anti-abusivismo del Comune di Latina Giovanni Passariello, a processo per un caso di sanatorie facili a Latina, il quale si sarebbe recato a Montelanico (Roma) per far firmare la delibera di giunta del 28 febbraio in data posteriore: 9 marzo 2020, a un passo dal lockdown pandemico.

Falsa viene considerata anche la delibera con cui il 31 gennaio 2020 viene affidata al noto avvocato di Roma, Angelo Clarizia (estraneo all’indagine), la costituzione in giudizio del Comune di Ponza davanti al Consiglio di Stato.

E falsa risulterebbe anche l’approvazione del piano triennale di prevenzione e corruzione annualità 2020/2022 che, invece di avere il via libera entro il 31 gennaio 2020, si concretizzò di fatto solo il 3 marzo 2020.

Pesante l’accusa di frode rispetto al contratto sottoscritto a novembre 2017 tra Mazzella (vice-sindaco) e Ercole Diodoro della ditta Diodoro Ecologia srl per la raccolta dei rifiuti solidi urbani sull’isola. Un importo considerevole da oltre 7 milioni di euro per cui è indagato anche Francesco Fiato, ufficiale della Guardia di Finanza presso la Scuola Nautica di Gaeta.

Il sindaco dell’epoca Ferraiuolo, Nocerino, Mazzella, La Torraca, l’altro Mazzella (responsabile del servizio Ambiente al Comune di Ponza) e Passariello, secondo la Procura di Cassino, omettevano di far rispettare gli obblighi contrattuali e imporre alla Diodoro Ecologia Srl l’operatività dell’isola ecologica in località Monte Pagliaro, determinando un aggravio di spesa per il Comune di Ponza. Peraltro il responsabile dell’Ambiente, Mazzella e l’assessore Nocerino avrebbero cercato di sviare le indagini dei Carabinieri di Ponza, dichiarando che a Monte Pagliaro l’area era ancora sequestrata.

Lo stesso sindaco e altri indagati avrebbero messo in pratica una vera e propria finzione con la Diodoro Ecologica srl, prima avviando un procedimento amministrativo di contestazione da oltre 1 milione di euro per inadempienze contrattuali, e successivamente contestando solo 33mila euro. Uno degli indagati, Enrico Avetti, avrebbe aiutato la stessa ditta a non sostituire realmente i bidoni per la raccolta stradale per rendere esecutiva la differenziata: in questo modo tutti i rifiuti finivano come indifferenziato in discarica.

La stessa ditta, secondo gli inquirenti, avrebbe poi minacciato l’allora sindaco Ferraiuolo di creare disservizi nella raccolta dei rifiuti se non le fossero pagate tutte le spettanze in arretrato e non fosse raggiunto un accordo in merito alle inadempienze contrattuali.

Nei guai finiscono lo stesso ex assessore Nocerino e Mauro Nunzi, responsabile pro tempore del settore “Territorio” del Comune di Ponza, in merito all’affidamento dell’appalto per la manutenzione dell’illuminazione pubblica alla ditta Lazio Impianti.

E sempre per la medesima manutenzione, finisce indagato anche Michele Di Biase, amministratore della ditta M.D.B. Impianti srl di Maenza. L’impresa sarebbe stata favorita nell’aggiudicazione da Passariello, all’epoca (2020) responsabile del settore “Pianificazione e Territorio”.

Infine, la Procura di Cassino considera apparecchiato anche l’affidamento del servizio di noleggio e manutenzione bagni chimici alla ditta Tailorsan srl. Per tale ragione è stata raggiunta dall’avviso di garanzia anche la titolare Alessandra Navarra.

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