Open Formia lancia la sfida culturale: “La città ha energie vive, ora servono luoghi e politiche stabili”
Sabato 23 maggio, nella Sala Falcone e Borsellino, si è svolto il secondo appuntamento di Open Formia – Idee in Comune, il percorso pubblico nato per aprire uno spazio permanente di confronto sulla città, sulle sue criticità e sulle opportunità di sviluppo. Dopo il primo incontro dedicato alle fragilità sociali e ai servizi, il dibattito si è concentrato questa volta sul tema della cultura, con l’assemblea dal titolo “Costruire cultura: come passare dagli eventi alle infrastrutture culturali”.
Dal confronto è emersa con forza un’idea chiara: Formia non è una città priva di energie. Esiste un tessuto vivo fatto di associazioni, operatori culturali, realtà sociali e cittadini che ogni giorno creano occasioni di incontro, partecipazione e produzione culturale. Quello che spesso manca sono le condizioni per permettere a queste energie di crescere e consolidarsi nel tempo. Troppo spesso chi opera sul territorio è costretto a lavorare senza spazi adeguati, con pochi strumenti e senza una programmazione complessiva.
È proprio qui che occorre cambiare approccio. La politica culturale di una città non può ridursi alla semplice somma di eventi: gli eventi sono importanti, ma se restano episodi isolati rischiano di esaurirsi in poche ore, senza lasciare una traccia duratura nella vita della comunità. Una città cresce davvero sul piano culturale quando costruisce condizioni permanenti: luoghi accessibili, regole chiare, strumenti condivisi, sostegno alla progettazione e reti capaci di connettere chi già lavora sul territorio. Servono, in altre parole, vere infrastrutture culturali — non solo spazi fisici, ma un sistema che permetta alla cultura di vivere durante tutto l’anno.
Durante l’assemblea sono state avanzate diverse proposte concrete, riconducibili a tre ambiti principali.
Programmazione e governance. La realizzazione di un Piano triennale della cultura, strumento capace di mappare spazi, bisogni, risorse ed energie cittadine, dando continuità e direzione alle politiche culturali. A questo si affianca l’idea di uno Sportello Cultura e Bandi, per supportare associazioni e operatori nella ricerca di finanziamenti e nella costruzione di progetti sostenibili, e di un portale unico dove reperire informazioni, moduli, bandi, richieste di patrocinio e disponibilità degli spazi.
Spazi e accessibilità. Una rete di piazze aperte e attrezzate nei quartieri, con procedure più semplici, dotazioni di base e tempi certi per chi vuole organizzare iniziative culturali e associative. Le scuole aperte oltre l’orario scolastico, come luoghi di cultura, formazione e socialità in collaborazione con le realtà del territorio. E il rilancio di esperienze come la Biblioteca dei Bambini, che può diventare un presidio culturale di prossimità — accessibile e continuativo per famiglie, bambini, scuole e associazioni.
Regole condivise. Un nuovo regolamento per l’utilizzo di sale, piazze e spazi comunali, che garantisca chiarezza e certezza a chi vuole usare il patrimonio pubblico per fare cultura.
Particolarmente sentito il tema dei luoghi teatrali, definito da molti una vera emergenza cittadina. Formia vive da anni una situazione paradossale: teatri pubblici chiusi, spazi fondamentali come il Remigio Paone e il Vittorio Foa che attendono ancora di essere recuperati e restituiti alla comunità all’interno di una strategia culturale più ampia e sostenibile.
Il secondo appuntamento di Open Formia ha così confermato il senso profondo di questo percorso: ascoltare la città, raccogliere idee e competenze diverse e trasformarle in proposte politiche e amministrative concrete. Grazie a tutte le associazioni, agli operatori culturali, alle realtà sociali, alle forze politiche e ai cittadini che hanno contribuito con la loro presenza, le loro esperienze e le loro idee. Il percorso proseguirà nei prossimi appuntamenti e sulla piattaforma online di Open Formia, dove continueranno a essere raccolti contributi, documenti e progetti per il futuro della città.
