STAGIONE ESTIVA PONTINA, LA DENUNCIA DI UILTUCS: “NESSUNA MISURA A DIFESA DEI LAVORATORI NELLE ORDINANZE”

Gianfranco Cartisano
Gianfranco Cartisano

UILTuCS Latina: perché I Sindaci e gli amministratori non parlano di difesa dei lavoratori nelle ordinanze balneari? Aprire un confronto

Il lavoro stagionale nel litorale pontino continua a non trovare adeguata tutela: nessuna amministrazione comunale della provincia di Latina prevede, nelle proprie ordinanze, misure a difesa dei lavoratori, a differenza di quanto avviene nell’area romana. Lo spiega, in una nota, il sindacato Uiltucs.

In occasione del 1° maggio, Festa del Lavoro, la UILTuCS Latina torna a richiamare l’attenzione su questo tema, come già fatto negli anni passati, sollecitando nuovamente un confronto prima dell’avvio della stagione estiva. Le richieste sono state inviate ai Comuni costieri del litorale pontino, territori in cui il lavoro stagionale rappresenta una componente fondamentale dell’economia locale.

Il settore turistico – tra attività ricettive, stabilimenti balneari, ristorazione e pubblici esercizi – genererà, come ogni anno, importanti profitti economici. Tuttavia, troppo spesso vengono trascurati aspetti fondamentali legati alle condizioni dei lavoratori impiegati. Si tratta di migliaia di addetti che ogni stagione garantiscono il funzionamento dell’intero comparto.

Ancora oggi si sente ripetere la solita frase: “non si trova personale, i giovani non hanno voglia di lavorare”. Un’affermazione inesatta. Il vero problema, come denunciamo da tempo, non è la mancanza di volontà, ma la qualità del lavoro. I dati raccolti negli anni, anche attraverso questionari documentati, dimostrano l’esistenza di un fenomeno diffuso di sfruttamento, soprattutto nel turismo balneare.

La posizione della UILTuCS è chiara: serve un cambio di passo reale, che restituisca dignità ai lavoratori. Ognuno deve fare la propria parte. Oggi puntiamo il dito sui Comuni e sugli amministratori locali, chiedendo maggiore responsabilità e trasparenza.

Perché non utilizzare gli strumenti disponibili per tutelare lavoratori e lavoratrici? Perché i sindaci non emanano ordinanze come quelle adottate sulla costa dal Comune di Roma, che non solo regolano le concessioni, ma impongono anche il rispetto dei contratti nazionali e dei salari adeguati?

Nel territorio pontino si discute molto di concessioni balneari, ma nessuno parla di lavoro di qualità. Per la UILTuCS Latina questo è inaccettabile: il settore deve garantire occupazione regolare e retribuita secondo i contratti nazionali di categoria. Basta con i contratti pirata.

Invitiamo le amministrazioni comunali a prendere posizione e i sindaci ad aprire un confronto serio sulle ordinanze a tutela del lavoro. Senza dialogo, per la UILTuCS queste amministrazioni rischiano di essere complici dello sfruttamento.

Lo dichiara Gianfranco Cartisano della UILTuCS Latina: “Se nell’area romana è possibile adottare ordinanze a tutela dei lavoratori, perché nel territorio pontino non si può fare? La politica deve dare risposte chiare. Le ordinanze possono rappresentare uno strumento, un aiuto per migliorare la qualità del lavoro e tutelare migliaia di lavoratori e lavoratrici oggi esposti a condizioni di sfruttamento.”

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