“GIÙ LE MANI DAGLI ALBERI”, LA DENUNCIA DI “APRILIA LIBERA”

“Giù le mani dai nostri alberi!”, l’intervento dell’esponente dell’associazione “Aprilia Libera”, Rosalba Rizzuto

“In un contesto di crescente emergenza climatica e mentre l’Unione europea promuove la riforestazione e si è impegnata a piantare 3 miliardi di alberi aggiuntivi entro il 2030, ad Aprilia si registra un trend opposto: continui abbattimenti e riduzioni del verde urbano e periurbano, che impoveriscono paesaggio, salute e vivibilità.

Negli ultimi mesi, secondo quanto segnalato dai cittadini, alberi trascurati per anni o potati selvaggiamente e lasciati ammalarsi, senza cure, vengono abbattuti. In merito ai pini vivi eliminati nel parco Falcone e Borsellino abbiamo ripetutamente discusso e siamo in attesa di avere contezza dagli uffici comunali. A questi, si aggiungono il filare dei pini non curati in via dei Cinque Archi, recentemente abbattuti. Nei giardinetti di via delle Margherite è stato eliminato uno dei cedri del Libano di valore storico e monumentale. Lungo le strade cittadine, gli alberi tagliati non vengono sostituiti, aiuole e spazi verdi risultano svuotati o trasformati in superfici cementificate. Le rotatorie, come quella di via Mascagni o quella dello svincolo che porta al Commissariato di Polizia, sono un pugno allo stomaco, violano le più elementari regole del buon gusto e tutte le regole della Natura.

La nostra città è abbrutita sotto tutti i punti di vista, ma quello urbanistico (l’urbanistica dell’asfalto e cemento apriliana, in antitesi agli artt. 9 e 117 della Costituzione), che vede gli alberi segregati in angusti buchi e considerati pericolo, intralcio e fastidio, è lo specchio della barbarie in cui stiamo precipitando! Particolare attenzione desta, poi, l’eliminazione dei platani, ad opera di RFI, lungo la via Nettunense: un filare di alberi adulti, che contribuiva in modo significativo all’ombreggiamento, al raffrescamento estivo dell’asfalto e alla riduzione degli inquinanti atmosferici emessi dalle auto e dalle industrie. Va sottolineato che, oltre alla grande incompetenza e arbitrarietà dei tagli sulla Nettunense e del monumentale cedro del Libano, c’è l’aggravante che l’abbattimento è stato effettuato in piena nidificazione.

Senza un confronto pubblico e senza la necessaria trasparenza sulle motivazioni e sulle autorizzazioni, stiamo assistendo alla arbitraria distruzione del patrimonio arboreo identitario e di un servizio ecosistemico essenziale. La Nettunense tra Aprilia e Anzio era una delle tratte più gradevoli da percorrere, grazie alla “galleria verde” che mitigava l’impatto paesaggistico delle industrie presenti. Alberi adulti e in salute significano ombra, assorbimento di CO2 e riduzione del particolato. La loro eliminazione, oltre al danno erariale alla collettività, rappresenta un danno ambientale e paesaggistico, non compensabile per i prossimi 20 anni, posto che qualcuno si degni di ripiantarli. Questa è l’eredità che stiamo lasciando ai nostri figli?

Le richieste: sospensione degli abbattimenti non motivati da comprovata pericolosità, documentata da perizie tecniche accessibili e assenza di alternative; pubblicazione degli atti autorizzativi e delle valutazioni agronomiche che hanno portato ai tagli; reimpianto e ripristino, lungo le direttrici della viabilità, specie idonee, con continuità del filare e adeguate garanzie di attecchimento; la depavimentazione/scorticamento di aree pavimentate (aiuole, rotatorie, parchi e giardini), con rigenerazione di suolo e avvio di coperture vegetali; avvio di un confronto con cittadini, comitati e associazioni per definire priorità e interventi sul verde urbano. Gli alberi non si abbattono, se non quando sono secchi o realmente pericolosi: la priorità, dopo la necessaria riforestazione, deve essere la cura e la conservazione del patrimonio arboreo esistente e concludiamo chiedendo interventi immediati per fermare la perdita di verde e ripristinare subito tutte le alberature, dove rimosse”.

Così, in una nota, Rosalba Rizzuto (Aprilia Libera).

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