Blitz dei Carabinieri della Compagnia di Velletri nelle prime ore della mattinata, quando è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo e una donna, ritenuti gravemente indiziati – in concorso tra loro – dei reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Velletri su richiesta della Procura della Repubblica locale, arriva al termine di un’attività investigativa che ha fatto emergere un presunto sistema illecito organizzato con modalità imprenditoriali.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’attività si sarebbe svolta all’interno di un appartamento in via Salvo d’Acquisto, trasformato in una vera e propria centrale operativa della prostituzione. Un modello definito dagli investigatori “ad elevata professionalità”, in grado di curare ogni fase dell’organizzazione.
Nel dettaglio, i due indagati avrebbero gestito il reclutamento e l’alloggio di numerose donne, per lo più di origine sudamericana, imponendo regole rigide sia sul comportamento sia sull’immagine, con l’obiettivo di rendere più attrattiva l’offerta nei confronti dei clienti.
Particolarmente strutturata anche la parte legata alla promozione: venivano infatti pubblicati annunci su portali web di incontri, con un’attenta selezione delle fotografie e una gestione diretta dei contatti preliminari.
L’appartamento era inoltre dotato di un sistema di videosorveglianza, che consentiva agli indagati di monitorare costantemente l’accesso dei clienti e l’attività delle donne presenti.
Secondo l’ipotesi investigativa, il giro d’affari prevedeva una spartizione dei proventi: le donne erano obbligate a versare una percentuale sui guadagni di ogni prestazione, oltre a una quota fissa settimanale per l’utilizzo delle stanze.
Nel corso dell’operazione, i Carabinieri guidati dal Comandante Giovanni Cappa hanno sequestrato denaro contante ritenuto provento dell’attività e documentazione contabile relativa alla gestione degli incassi.
Gli elementi raccolti fanno ritenere che i due arrestati traessero il proprio sostentamento esclusivamente da questo sistema illecito, potendo contare anche su una rete consolidata di contatti nel settore.
