Imputato per maltrattamenti nei confronti della compagna davanti ai figli, si è concluso il suo processo a Latina
Un incubo durato qualche anno con la grave accusa di aver maltrattato con parole e minacce violente la sua compagna, anche davanti ai figli minorenni. Accuse talmente gravi che oggi, 9 aprile, hanno portato il pubblico ministero di Latina, Francesco Caporotundo, a chiedere la condanna per E.C., 50 anni, difeso dall’avvocato del Foro di Latina, Francesco Pietricola, alla pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione.
L’uomo, peraltro, era finito anche ai domiciliari per aver violato la misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Al momento, prima della sentenza odierna, si trovava con la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con braccialetto elettronico.
Dopo la camera di consiglio, però, nonostante la richiesta di condanna, il terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone, ha assolto il 50enne da ogni accusa.
I fatti contestati all’uomo sarebbero avvenuti a Terracina dove l’imputato vive. Secondo l’accusa, il 50enne avrebbe messo in pratica tutta una serie di comportamenti violenti, umiliando e offendendo la compagna con epiteti quali “zoccola e puttana” e frasi come “non vali niente”.
Non solo insulti e denigrazioni, anche sputi in faccia, calci, pugni, tirate di capelli. In un caso, il 45enne avrebbe afferrato alla gola la compagna, minacciandola di morte.
Un clima di terrore che, però, al termine dell’istruttoria dibattimentale non ha raggiunto la prova, tanto che il Tribunale ha accolto la richiesta dell’avvocato difensore che ha invocato per il 45enne l’assoluzione.
Oggi, per i fatti contestati fino all’agosto del 2023, è arrivata l’assoluzione per il terracinese e la fine di una vicenda dolorosa.
