“Ad Aprilia le decisioni della Regione Lazio violano la costituzione”, l’attivista ambientale torna sull’autorizzazione della discarica a Sant’Apollonia
Autorizzare una discarica o un impianto insalubre a pochi metri dalle abitazioni preesistenti, per accedere al quale mezzi pesanti devono passare su stradine interpoderali private, senza coerenza con la regola fissata nello stesso Piano Regionale di Gestione Rifiuti, è condannare a morte chi vive in quel territorio. Borgo Montello docet.
L’articolo 41 della Costituzione italiana stabilisce che l’iniziativa economica privata è libera, ma deve essere esercitata nel rispetto dell’utilità sociale e senza recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.
L’utilità è solo appannaggio del privato, non ci prendessero in giro, mentre il danno è sociale per la comunità apriliana ed è conclamato, ma nessun giudice lo vede.
La sicurezza è compromessa già dalle fasi di cantiere, immaginiamoci nei 10+30 anni di esercizio quali ricadute potrà avere sulla salute. E non consentirà la ormai chimerica bonifica del sito di Sant’Apollonia, contaminato da altri rifiuti tossici e intercluso nella proprietà della discarica.
La libertà di poter scegliere un ambiente sano in cui crescere i propri figli o di trascorrere in quiete la propria vita o di condurre una attività lavorativa certificata o, banalmente, passeggiare per le vie di campagna, è stata definitivamente negata. La dignità di chi si è coraggiosamente battuto per impedire questa ingiustizia è stata calpestata.
Il cantiere della discarica, aperto a giugno 2025, sta già procurando nocumento agli abitanti, col transito di tir e autoarticolati a velocità sostenuta, su stradine interpoderali, danneggiando il fondo, procurando molestie, mettendo a rischio la sicurezza di chi si sposta da e per casa propria.
E questo accade in violazione delle prescrizioni della stessa Regione Lazio, che nella Determina VIA recita:
La stradina su cui transitano i mezzi pesanti è privata e interpoderale. Nessuna riqualificazione è stata effettuata dalla società, anzi, i residenti hanno sborsato soldi dalle proprie tasche per riparare i danni prodotti dai mezzi pesanti, ma inutilmente, visto che oggi le voragini sono state riaperte dai tir. Nessun accordo è stato stilato coi frontisti. La velocità dei mezzi non è assolutamente ridotta. Il nocumento è stato ripetutamente denunciato a Regione Lazio e forze dell’ordine, senza effetti.
Quando inizieranno a transitare tonnellate di indifferenziato, da seppellire accanto ad altri rifiuti mai bonificati, sarà la fine per chi vive lì. Noi da anni denunciamo le disastrose condizioni in cui versano gli abitanti che circondano il TBM di Sacida, ma nessuno ci ha mai ascoltato. Nemmeno la ASL e l’ARPA Lazio hanno mai mosso un dito per tutelare la salute di quella gente. Anzi, nelle fasi endoprocedimentali delle autorizzazioni rilasciate ai vari impianti di trattamento rifiuti apriliani, ASL e ARPA hanno concorso ad esprimere parere positivo.
Eppure, ci risulta che nella relazione tecnico-scientifica del progetto ERAS 2 del 2023, relativa agli effetti indotti dal ciclo di trattamento dei rifiuti urbani (RU) (che comprende la raccolta, il trasporto e lo smaltimento) si dichiari che il ciclo dei rifiuti abbia implicazioni importanti sia a livello ambientale che di salute pubblica.
E, guarda un po’, tale studio è stato coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale e condotto in collaborazione con l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (ARPA), producendo la revisione della letteratura sugli effetti sulla salute della esposizione a sostanze odorigene, concludendo che “L’aggiornamento del follow-up della coorte già studiata nel programma ERAS Lazio conferma l’associazione tra mortalità, morbosità e incidenza di tumori soprattutto per le patologie a carico dell’apparato respiratorio in coerenza con le indicazioni della letteratura scientifica e può avere un nesso di causalità con le esposizioni ambientali.” Il nesso di causalità è riconosciuto, ma si continua ad esporre la popolazione anziché tutelarla. Se non è idiozia e incostituzionalità questa, cosa altro?”.
Così, in una nota, l’esponente dell’associazione Aprilia Libera odv, Rosalba Rizzuto.
