DOPO LA COCAINA, VIDERO I PORNO DAVANTI ALLA RAGAZZINA E LA PALPEGGIARONO: GLI ABUSI SESSUALI RACCONTATI IN AULA

Una brutta vicenda di violenza sessuale ai danni di una ragazzina di 11 anni avvenuta a Sezze: ad essere accusato un uomo di 55 anni

E.P., classe 1971, difeso dall’avvocato Amleto Coronella, deve rispondere del reato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima, all’epoca dei fatti 11enne, nel processo che si tiene dinanzi al primo collegio del Tribunale di Latina composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi.

L’uomo è accusato di aver palpeggiato nelle parti intime la ragazzina di 11 anni ospitata a casa sua per volere della compagna. I fatti, risalenti al 2021, si sarebbero consumati a casa dell’uomo in quanto la ragazzina era rimasta a dormire nell’abitazione dopo l’invito della compagna del 55enne. La mattina dopo, secondo quanto ricostruito in aula dai genitori della vittima, l’uomo avrebbe ricevuto in casa la visita di un suo amico. Dopodiché, i due avrebbero consumato in casa cocaina, per poi recarsi nella stanza dove era ospitata la ragazzina di 11 anni. Lì, dopo aver acceso il tablet, i due uomini, messisi ai lati della minorenne, avrebbero iniziato a guardare film pornografici alle presenza della ragazzina.

Secondo quanto testimoniato dai due genitori, resi edotti della storia da un’amica della madre alla quale la ragazzina si sarebbe confessata, i due uomini avrebbero iniziato a palpeggiare la donna: “Nelle mutandine, sul seno e sul sedere”, ha detto in aula il padre della minorenne, visibilmente affaticato dal dover ripercorrere la storia.

I palpeggiamenti nelle parti intime sono stati confermati anche dalla testimonanza della moglie dell’uomo e madre della ragazzina, interrogata come il marito dal pubblico ministero Francesco Caporotundo e contro-esaminata dall’avvocato Coronella. L’abuso si sarebbe interrotto solo perché, nel frattempo, la compagna del marito sarebbe tornata a casa dalla passeggiata con il cane e, pur vedendo la scena, non avrebbe detto nulla.

La vicenda inizia davanti al Grancaffè Isa in Via del Murillo a Sezze dove, la sera prima del “fattaccio”, i genitori della bambina insieme all’imputato e alla moglie si trovano al bar insieme. Stanno bene, si frequentano in quel locale e, come detto dal padre, si fidano della coppia. Quella sera, la compagna dell’uomo, vedendo stanca la bambina (la maggiorenne delle tre figlie della coppia), chiede ai genitori se la bambina possa rimanere a dormire a casa sua e del compagno. “Dissi dì sì – ha spiegato il padre – non c’ho visto niente di male. La bambina stava sempre con noi e ho pensato che potesse farle bene”.

La notte passa senza nessun problema. Tuttavia, dopo due settimane, la bambina si confessa con l’amica della madre la quale riferisce tutto ai genitori che sporgono denuncia ai Carabinieri di Sezze. Uno dei miliari dell’Arma è stato esaminato oggi e ha spiegato che nel cellulare dell’uomo non è stato trovato nessun materiale pornogafico.

Fatto sta che i genitori, seppur “de relato”, hanno detto la stessa cosa: la loro figlia, 11enne all’epoca, nel 2021, sarebbe stata toccata dall’imputato e dall’amico (non imputato). Una vicenda che avrebbe provocato nella ragazzina uno stato di ansia e paura. Peraltro, l’imputato avrebbe minacciato la bambina dopo l’abuso: “Se dici qualcosa, ammazziamo i tuoi genitori e le tue sorelline finiscono in casa famiglia”.

Il processo è stato rinviato al prossimo 16 settembre quando verranno ascoltati tre testimoni, tra cui l’amica della madre che ha raccolto le confessioni della ragazzina e la psicologa Alessia Micoli che ha assistito la bambina nel corso di un incidente probatorio.

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