La truffa degli sms inviati dai Cup sanitari, secondo una inchiesta del Corriere della Sera ad essere coinvolto c’è anche Orlando Taddeo, imprenditore originario di Formia e fratello del sindaco Gianluca Taddeo
Il Riesame di Roma lo ha liberato dai domiciliari recentemente dopo che, a fine dicembre, era stato raggiunto da un’ordinanza della Procura capitolina in merito a un una inchiesta su una maxi frode fiscale. Ora, l’imprenditore delle telecomunicazioni, Orlando Taddeo, originario di Formia e fratello del primo cittadino, incappa in una inchiesta giornalistica pubblicata sul Corriere della Sera e firmata da Milena Gabanelli e Andrea Priante.
Il tema è quello dei messaggi truffa che arrivano da un fantomatico Cup a ignari utenti. “Si prega di contattare con urgenza i nostri uffici Cup, Centro unico primario, al numero 893…per importanti comunicazioni che la riguardano”. Il messaggio può anche indicare di contattare il Caf, o l’Asi.
L’sms sembra che arrivi dal servizio prenotazioni dell’Asl o dal centro di assistenza fiscale. Al che l’utente ignaro chiama e risponde una segreteria telefonica che ti prega di rimanere in attesa, fino a quando la linea si interrompe. Se risponde un operatore, ti chiede le generalità, ti fa attendere per verificare al terminale qualcosa. “Attenda un attimo”, e parte la musica, poi cade la linea. La truffa, chiamando il numero, costa 2 euro al minuto.
Secondo quanto scritto dal Corsera, “la legge impone ai call center di dire subito, in modo “chiaro ed esplicito”, costo della telefonata, nome e ragione sociale di chi eroga il servizio. Cosa che i truffatori non fanno. Si chiama callback phishing: in pratica sei tu a contattare i criminali e a metterti nelle loro mani”. È un meccanismo che usano i call center per farti parlare con astrologi, cartomanti eccetera.
I due giornalisti spiegano di essere partiti “da un sms che, a febbraio, invitava a contattare il Cup all’893.42262. Questo numero al Mimit risulta «non assegnato», probabilmente perché i registri non sono aggiornati”. Scoprono che il numero fa parte di un lotto acquistato da Intermatica, società di Roma che fa capo a Nexora, con sede in Irlanda e di proprietà dell’imprenditore Orlando Taddeo. “Oltre a vendere servizi di comunicazione a privati ed enti statali (rifornisce di telefoni satellitari i carabinieri e il ministero della Difesa), Intermatica offre numeri a sovrapprezzo ai call center che ne fanno richiesta”.
“Il 27 novembre 2025, Intermatica cede questo e altri 893 alla Enterprise Working Italia, che ha sede legale nello studio di un commercialista di Roma. La proprietà è collegata a un canale tv locale attivo tra Lombardia e Piemonte, che trasmette teleshopping; e infatti Enterprise si occupa di pubblicità per trasmissioni tv, ma anche di rivendere, a sua volta, i numeri a sovrapprezzo. A inizio gennaio 2026 cede il «nostro» e almeno altri quattro 893 che nelle ultime settimane sono stati usati per le truffe (sia con i falsi Cup che con i falsi Caf) alla Jetcom Srl, sede legale a Roma, sede operativa a Napoli. Titolare, un’insospettabile negoziante, Cristina Ippolito, 49 anni, originaria di Portici. Le sue operatrici lavorano da casa, e fanno consulenze sui numeri del lotto, ma soprattutto telefonate erotiche. Infatti, sempre alla Ippolito fa capo la Cristel Communication, che gestisce il sito a luci rosse 69incontri.it, che propone «ragazze e donne mature pronte a esaudire i tuoi desideri» per 2 euro al minuto. Nei mesi scorsi, anche quei numeri apparivano negli sms delle false «comunicazioni urgenti”.
