Accusato di violenza sessuale su una minore di 14 anni: sul banco degli imputati un uomo di 35 anni originario del Pakistan
Una storia pesante avvenuta tra Fondi e Itri e risalente agli anni tra il 2015 e il 2017 quando una minorenne di 14 anni avrebbe avuto diversi rapporti sessuali con più uomini, in cambio di denaro. Ad accorgersi che qualcosa non andava, è stata la madre che, all’epoca dei fatti, non viveva a casa con la figlia di 14 anni, poiché separata dal marito. In quel preciso momento storico famigliare, la 14enne insieme all’altra sorella minorenne (13 anni) vivevano con la nonna paterna.
La madre, oggi, 4 marzo, ha testimoniato dinanzi al primo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Roberta Brenda. Esaminata dal pubblico ministero Martina Taglione, la donna ha riferito di essersi accorta dei rapporti della figlia con diversi uomini leggendo il cellulare della minore sul quale lei stessa inviava e riceveva messaggi a chiaro sfondo sessuale. In alcuni di questi messaggi, la minorenne di 14 anni, chattando con soggetti di nazionalità indiana e pakistana, scriveva esplicitamente di aver apprezzato i rapporti sessuali oppure si metteva d’accordo per incontri “hot” in cambio di “50 euro”. I rapporti erano con più immigrati: “Era una cosa a catena”, ha detto la madre. Peraltro, secondo la testimone, ad accompagnare a Fondi la figlia, dalla casa di Itri, era la stessa nonna paterna.
Fu la stessa madre della minorenne a chiamare i vari uomini con cui la figlia si vedeva e ad affrontarli. In un caso, l’imputato odierno, Q.U.F. (classe 1991), difeso dall’avvocato Prestipino, avrebbe detto alla donna di avere una relazione sentimentale con la ragazzina. Un altro soggetto di nazionalità indiana, frequentato dalla figlia, invece, avrebbe detto alla madre di avere intenzione di comprarsi la figlia: “Ti do mille euro”.
A quel punto, prima di recarsi ai servizi sociali del Comune di Itri, la madre chiese conto alla nonna paterna delle frequentazioni della nipote: “Negavano tutto, sia la nonna che mia figlia”. Solo successivamente, quando la madre affrontò direttamente la minorenne, quest’ultima avrebbe ammesso di aver avuto rapporti sessuali. Peraltro, gli uomini, coinquilini dell’imputato, avrebbero confidato alla madre di aver fatto sesso con la figlia minorenne (all’insaputa dell’imputato) la quale, però, esaminata in Tribunale in data odierna (oggi è una ragazza di 24 anni), ha negato di aver avuto rapporti sessuali.
Una versione, quella di oggi, completamente smentita dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri. “All’epoca ero condizionata da mia madre e dalla mia famiglia”. In un messaggio, però, la minorenne avrebbe scritto a un uomo pakistano: “Vengo a casa tua e scopiamo”. Anche per questa circostanza, la minorenne ha negato tutto, pur sollecitata dal pm e dal tribunale che le hanno ricordato di essere sotto giuramento.
La giovane ha spiegato la discrasia di ciò che aveva dichiarato e quanto detto oggi, a distanza di anni, con la possibilità che sia stata la madre e la responsabile dei servizi sociali a calcare la mano nella denuncia presentata. “Ci denunciarono a me e mia nonna perché dicevano che io andavo con questi uomini con la sua complicità. I rapporti con mia madre si interruppero per questo. Al momento abbiamo ripreso i rapporti, ma sono passati anni”. Due versioni completamente opposte: quella della madre e quella della figlia.
Anche la sorella della ragazza ha negato che quest’ultima ha avuto rapporti sessuali con l’imputato e con gli altri uomini. “Noi incontravamo il ragazzo pakistano alla fermata dell’autobus”. Anche la versione odierna, però, è differente da quanto dichiarato ai Carabinieri che stavano indagando, in quanto la sorella della presunta vittima avrebbe riferito che l’imputato le aveva chiesto di diventare la sua fidanzata.
Il processo è stata rinviata al prossimo 7 ottobre con l’esame di altri testimoni della pubblica accusa.
