“Il bando pubblicato in questi giorni da Arsial per finanziare la cura degli alberi monumentali del Lazio sfiora il ridicolo: la Regione Lazio stanzia 66.452,00 euro per la salvaguardia di oltre 200 alberi e filari protetti, peraltro con un assurdo meccanismo in forza del quale un singolo soggetto pubblico o privato interessato a fruire delle cosiddette ‘agevolazioni’ non potrebbe comunque mai ottenere un beneficio superiore a 5.000,00 euro. Prendiamo il caso del Comune di Roma che – secondo ARSIAL – dovrebbe attivare un articolato iter di studio delle Linee guida, predisposizione di Piani di gestione, compilazione della domanda e successivi passaggi di rendicontazione, per avvantaggiarsi di un contributo di appena 5.000,00 euro da spalmare su 64 essenze o gruppi di alberi sottoposti a tutela.
D’altra parte, non si possono dare tutte le colpe ad Arsial, visto che l’Ente regionale non ha fatto altro che mettere a bando le somme, a quanto pare risibili, stanziate all’uopo dal Fondo Foreste del MASAF: insomma, il Governo nazionale e quello regionale del Lazio hanno messo a punto un sistema incentivate obiettivamente insensato, in cui lo sforzo burocratico richiesto, specialmente agli attori pubblici, appare del tutto sproporzionato rispetto ai possibili benefici.
E per quanto riguarda i (supponiamo pochi) soggetti privati che volessero intervenire su alberi monumentali di proprietà, non sarebbe più semplice prevedere un generoso sgravio fiscale o un semplice rimborso a fattura sul modello del bonus 110%?
Tantissimi Comuni del Lazio versano in difficoltà economiche inaudite per fare fronte alla parassitosi da Cocciniglia tartaruga che ha attaccato i nostri pini domestici, sostenendo costi
esorbitanti per le azioni di cura con endoterapia ovvero per gli abbattimenti degli esemplari purtroppo ormai morti: in questo quadro drammatico, che vede progressivamente sparire il paesaggio del pino, il Presidente Rocca pretende che gli esausti Servizi del verde di amministrazioni comunali palesemente sotto organico da anni, si arrampichino sugli specchi per poter spendere pochi spiccioli in più: oltre al danno, la beffa.
Chiediamo al Governo Meloni, al Ministro Lollobrigida e al Presidente Rocca di affrontare finalmente in maniera seria l’epidemia di Toumeyella parvicornis, prevedendo finanziamenti mirati (e non già bandi) per coadiuvare realmente soggetti pubblici e privati ricadenti nelle zone infestate e nelle zone buffer nella lotta obbligatoria al parassita e nella tutela dei nostri pini domestici: i maestosi e talvolta secolari alberi monumentali che abbelliscono il nostro territorio riusciranno verosimilmente a sopravvivere anche senza l’elemosina della Regione Lazio”.
Così, in una nota, Guglielmo Calcerano, co-portavoce Europa Verde Lazio.
