Un momento di confronto tra specialisti per rafforzare l’integrazione ospedale–territorio e costruire percorsi condivisi
Sarà la Sala Conferenze dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina a ospitare il corso ECM dedicato a una delle condizioni cliniche più diffuse e impattanti della nostra epoca.
L’iniziativa, promossa dall’OMCeOLT, nasce con l’intento di offrire un momento di confronto concreto e partecipato tra professionisti della salute che quotidianamente si confrontano con la complessità del dolore vertebrale. Responsabili scientifici dell’evento saranno il dottor Ermanno Notarianni e il dottor Giuseppe Pelle, che guideranno i lavori con l’obiettivo di favorire un dialogo fondato sulle più aggiornate evidenze scientifiche e sull’esperienza maturata nel territorio.
Il dolore vertebrale rappresenta una delle principali condizioni disabilitanti ed è tra le problematiche più comuni nella popolazione generale. Nel mondo occidentale si stima che l’incidenza annua di rachialgia acuta negli adulti sia pari al 5%, mentre la prevalenza nell’arco della vita raggiunge l’80%. Numeri che restituiscono con chiarezza la dimensione di un fenomeno capace di incidere profondamente sulla qualità della vita delle persone e sull’organizzazione dei servizi sanitari. In una quota significativa di casi, compresa tra il 15 e il 20%, il dolore evolve verso la cronicizzazione, trasformandosi nella principale causa di anni vissuti con disabilità. Non si tratta soltanto di una questione clinica: il dolore cronico coinvolge la sfera personale, familiare e lavorativa, generando un impatto rilevante anche sul piano sociale ed economico.
Le interpretazioni del dolore vertebrale e le scelte diagnostiche e terapeutiche risultano spesso eterogenee. Accanto ad approcci sostenuti da solide evidenze scientifiche convivono pratiche legate all’esperienza professionale o influenzate da orientamenti del momento. In questo scenario, diventa essenziale costruire un terreno comune di confronto che consenta di superare frammentazioni e disomogeneità, mettendo al centro appropriatezza, continuità assistenziale e qualità delle cure. Il paziente e il medico costituiscono il primo nucleo attorno al quale deve svilupparsi una rete integrata di competenze. Solo attraverso un approccio realmente multidisciplinare, che coinvolga specialisti ospedalieri, medici di medicina generale, fisiatri, ortopedici, terapisti del dolore e fisioterapisti, è possibile garantire una presa in carico efficace e coerente con i bisogni della persona.
Con questo spirito, il corso del 28 febbraio si propone di analizzare le attuali opzioni diagnostiche e terapeutiche disponibili nel nostro territorio, valorizzando le professionalità presenti e rafforzando un modello di integrazione ospedale–territorio. Un appuntamento che vuole essere non soltanto un momento formativo, ma un passo concreto verso una sanità sempre più condivisa, competente e vicina ai cittadini.
