INCHIESTA BALLOTTAGGIO, L’OPPOSIZIONE CHIEDE LE DIMISSIONI DI ZACCHEO E DEL CAPO DI GABINETTO. PD E M5S SI DEFILANO

Vincenzo Zaccheo
Vincenzo Zaccheo

“Latina, un passo indietro è un atto dovuto: la democrazia non si piega”, l’opposizione, tranne il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle, interviene sul caso dell’inchiesta che ha coinvolto nel 2021 l’ex candidato sindaco Vincenzo Zaccheo, attuale Presidente della Fondazione 2032.

“Le notizie emerse in questi giorni dalle indagini del Nucleo di polizia economica e finanziaria della guardia di finanza di Latina, coordinate dalla procura, chiamano in causa l’attuale presidente della Fondazione Latina 2032, Vincenzo Zaccheo, già sindaco della città e parlamentare della Repubblica, insieme al suo storico collaboratore Agostino Marcheselli.

Dalle intercettazioni rese note dagli organi inquirenti emergerebbe un quadro inquietante, legato a presunte promesse di assunzione in alcune realtà del territorio. stando sempre a quanto pubblicato sulla stampa, ci potrebbe essere stata l’intenzione di compiere atti intimidatori nei confronti di sostenitori della parte avversa. Il contesto è quello del ballottaggio del 2021, tra Zaccheo e Damiano Coletta.

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Non spetta a noi sostituirci alla magistratura. Ma spetta alla politica interrogarsi. In una comunità democratica devono esistere regole condivise. E insieme alle regole scritte devono esistere valori morali che delimitano il campo in cui una città si riconosce. Se quelle regole vengono aggirate o piegate, la democrazia fallisce. Colpisce, inoltre, leggere sulla stampa, in un’intervista pubblicata ieri su un quotidiano locale, che Zaccheo non ricorderebbe alcune conversazioni finite nell’indagine, mentre non mostra la stessa amnesia su altre vicende. Una memoria selettiva che non può non sollevare interrogativi politici prima ancora che giudiziari.

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La politica di centrodestra ha intanto premiato i protagonisti di questa vicenda, confermando Zaccheo alla guida della Fondazione che gestirà risorse pubbliche strategiche fino al 2032 e mantenendo Marcheselli nel ruolo di capo di gabinetto dell’attuale sindaca Matilde Celentano. Riteniamo che un passo indietro sia un’azione dovuta di dignità istituzionale, che una città come Latina dovrebbe pretendere. Qui è in discussione l’opportunità politica di mantenere incarichi apicali e di garanzia in una fase in cui emergono elementi che chiamano in causa comportamenti quantomeno inopportuni nel corso di una competizione elettorale.

La campagna elettorale del 2021 è stata dura e divisiva. Ma oggi il punto non è rimettere in discussione l’esito di quel voto. Il punto è affermare un principio: la qualità della democrazia si misura anche dalla capacità delle classi dirigenti di compiere scelte di responsabilità, persino quando non sono giuridicamente obbligate a farlo. Per questo riteniamo che un passo indietro dagli incarichi istituzionali sarebbe un atto di responsabilità politica e di rispetto verso la città. Sarebbe un segnale di attenzione verso una comunità che chiede trasparenza, correttezza e rigore nell’amministrazione della cosa pubblica, e che merita istituzioni credibili”.

Così, in una nota, Lbc, Per Latina 2032, AVS, Possibile, PSI, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista.

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