Affari e politica a Cisterna di Latina: dall’inchiesta della Guardia di Finanza, emerge chiaramente di come Domenico Monti abbia rapporti stretti con il sindaco Valentino Mantini
Rischia l’arresto ai domiciliari l’ex assessore e architetto Domenico Monti per una ipotesi di corruzione rispetto a una pratica urbanistica, che coinvolge il figlio e consigliere comunale di Cisterna, Renio Monti, e l’imprenditore nel campo degli asset immobiliari, il latinense David D’Ercole.
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Al di là degli aspetti più prettamente penali che verranno definiti dalle decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, ciò che emerge dall’inchiesta del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Latina, coordinata dal pubblico ministero Valentina Giammaria, sono i rapporti assidui di Domenico Monti, in teoria fuori dall’amministrazione Mantini, con membri della stessa Giunta di Cisterna, tra cui l’ex assessore Emanuele Cerro, l’attuale assessore Andrea Santilli, la vice sindaca Maria Innamorato e soprattutto con il medesimo sindaco Valentino Mantini.
Un’amministrazione, quella di Cisterna, a trazione Partito Democratico, con l’appoggio di civici e Movimento Cinque Stelle. Al momento, al di là di un comunicato di prassi del segretario provinciale del PD, Omar Sarubbo, in cui proclama l’abusato e peloso garantismo, dalle parti della politica ha parlato solo il sindaco, proponendo l’azzeramento delle Commissioni. Direbbe quel tale: che c’azzecca? Sembra buttare la palla in calcio d’angolo, un po’ alla rinfusa.
Ad ogni modo, l’indagine sottolinea rapporti imbarazzanti con Domenico Monti il quale appare una sorta di eminenza grigia per la Giunta di Cisterna.
I finanzieri lo scrivono a chiare lettere che il rapporto tra Domenico Monti e Valentino Mantini “esula da semplice vincolo di conoscenza o legame ideologico sottostante il rapporto politico tanto da far ritenere che Monti assolva la funzione di consigliere personale del Sindaco Valentino Mantini con il quale affrontare argomenti riguardanti progetti e/o problematiche inerenti la gestione della res pubblica certamente non di competenza di Monti”. C’è di più, secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, “la capacità di condizionare i lavori e le decisioni dell’assise cittadina nel settore edilizio è chiaramente da ricercarsi nella lunga militanza politica vantata da Monti il quale, smesso i panni di primo attore, ha decisione di lanciare sulla scena pubblica il proprio figlio Renio, capolista”.
Quello che viene sottolineato è che vi sarebbe “una sorta di lobby, facente capo a Monti e al figlio Renio, i quali si sono dimostrati in grado di piegare la funzione pubblica in favore dei propri interessi”. L’operato degli assessori Emiliano Cerro (ex della Giunta Mantini con delega all’Agricoltura e alle Attività Produttive), Andrea Santilli (attuale con delega all’Urbanistica) e del Dirigente Luca De Vincenti, indagato e a rischio domiciliari per una contestata mazzetta in relazione all’ampliamento urbanistico della Califano Carrelli, “è sempre stato posto in essere avendo cura di non intralciare il buon esito delle pratiche d’ufficio care ai predetti congiunti (nda: i due Monti), consentendo a questi ultimi di incassare laute parcelle”
In una intercettazione captata dagli investigatori della Guardia di Finanza (una delle tante), a parlare, durante un viaggio a Roma, a parlare sono proprio il Sindaco Valentino Mantini e Domenico Monti. È quest’ultimo a prendere l’argomento della Gisi, ossia la società di Domenico Capitani che controlla la “buca di Cisterna”.
Monti attacca il discorso con Mantini: “Cominciamo il discorso Gisi”. E il Sindaco: “Bravo, bravissimo”. Monti: “giovedì Ruta c’ha ‘na riunione in Comune, m’ha detto e ce parlava pure del discorso Gisi, però sarebbe il caso”. Mantini: “Ce sto io co’ Ruta”. Monti: “Giovedì devi ricorda’, me sembra che giovedì lui viene a Cisterna”. Mantini: “Me da, me dai…me mandi”. Monti: “Te chiamo. Me faccio avverti’ da cos, me faccio avvertì da Luca se viene, così ce stai pure tu. Dice che ha una riunione su…me sa pure ‘na riunione de ‘sto genere qua”. Manti nel corso della conversazione dice a Monti: “Spiegamela bene…la documentazione che riguarda il fatto…”.
Con Mantini, Domenico Monti tratta anche l’argomento della ex Manifatture del Circeo. Praticamente i due affari – ex Manifatture e le buche di Cisterna – erano dapprincipio gli obiettivi della maxi indagine.
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Ecco, sulla ex Manifatture, Monti dimostra di avere piena conoscenza, tanto da dire al primo cittadino di aver chiesto al progettista di fare “‘no piano finanziario…per il progetto del centro commerciale”. Mantini è d’accordo, non sembra stupito che Domenico Monti si muova come fosse uno della sua Giunta, tanto che secondo gli investigatori l’architetto indossa “i panni dell’assessore Andrea Santilli” e opera “avocando le funzioni a quest’ultimo demandate”. È lo stesso Monti a dirlo a Mantini mentre parla della ex Manifatture del Circeo: “Me so’ messo d’accordo pure con Andrea”.
