Latina, i Carabinieri notificano la Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno a un 53enne ritenuto socialmente pericoloso
Oggi, 20 febbraio, i Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Latina, guidati dal tenente colonnello Antonio De Lise, hanno notificato la misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno, emessa dalla Sezione III Penale – Sezione specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale Civile e Penale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti del 53enne di Aprilia, Massimo Picone.
Il provvedimento è stato adottato nei confronti dell’uomo in quanto ritenuto soggetto socialmente pericoloso, poiché persona che vive abitualmente con i proventi di attività delittuose e dedito alla commissione di reati tali da porre in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica.
L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo sotto la direzione della Procura pontina, ha consentito di documentare come l’uomo, sin dall’età minorile e senza soluzione di continuità, si sia reso responsabile di numerosi reati contro il patrimonio e contro la persona, nonché di violazioni in materia di armi e di reati associativi nell’ambito del traffico di sostanze stupefacenti.
La misura di prevenzione impone al destinatario, per la durata di quattro anni, l’obbligo di fissare la propria dimora e comunicarla all’Autorità di Pubblica Sicurezza, di non allontanarsi dal comune di residenza o di abituale dimora, di non uscire dall’abitazione nella fascia oraria compresa tra le 21.00 e le 07.00, di darsi immediatamente alla ricerca di un’occupazione lavorativa e di non frequentare persone condannate o sottoposte a misure di prevenzione.
Massimo Picone è considerato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma come un uomo legato al sodalizio apriliano di Patrizio Forniti. Attualmente imputato a Latina nel processo “Assedio”, il 53enne deve rispondere di associazione per delinquere dedita al narcotraffico. Secondo gli inquirenti della DDA di Roma, Picone è uno dei pusher al servizio del gruppo capeggiato da Patrizio Forniti. Diverse le imputazioni di cessione di droga contestate nel maxi processo “Assedio” a Picone. Cessioni che in due casi sono contestate nell’ordine di 116mila e 70mila euro. La droga venduta va dalla cocaina all’hashish passando per la marijuana.
