“Appello alla cittadinanza per la ricerca del responsabile dell’incidente mortale sulla Pontina”, l’intervento dell’Associazione Vittime della Strada
“La tragica morte di Alfredo Loreti, 48 anni, dipendente AMA e volontario della Protezione Civile di Roma, avvenuta sulla Pontina al chilometro 13.300, ha scosso profondamente la nostra comunità e ci riempie di dolore e indignazione.
Alfredo viaggiava in sella alla sua Ducati Monster quando, dopo essere caduto sull’asfalto a seguito di un urto con un’autovettura, è stato travolto da un tir che lo ha trascinato per diversi metri. Il conducente di quel mezzo pesante, invece di fermarsi per prestare soccorso come avrebbe fatto qualsiasi persona dotata di un minimo di umanità, ha proseguito la sua corsa verso Latina, lasciando Alfredo morire da solo sull’asfalto.
Come responsabile per le sedi di Latina e Frosinone dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, non posso rimanere in silenzio di fronte a tanta crudeltà e indifferenza. Chi era al volante di quel tir ha compiuto un gesto che va oltre ogni comprensione umana: ha spezzato la vita di un uomo che dedicava le sue giornate al servizio degli altri, sia nel suo lavoro in AMA che come volontario della Protezione Civile.
Alfredo era una di quelle persone che rendono migliore la nostra società. Un uomo che aveva scelto di mettere il proprio tempo e le proprie energie al servizio della comunità, che ogni giorno lavorava per mantenere pulita la nostra città e che nei momenti di emergenza accorreva come volontario per aiutare chi si trovava in difficoltà. La sua morte rappresenta una perdita immensa non solo per la sua famiglia, ma per tutti noi.
Chi ha investito Alfredo e poi è fuggito deve sapere che non potrà nascondersi per sempre. Deve sapere che ogni notte, quando chiuderà gli occhi, vedrà il volto di un uomo che aveva ancora tanto da dare, di un padre, di un figlio, di un amico che non tornerà mai più a casa. Deve sapere che la sua fuga codarda ha privato una famiglia dell’ultimo saluto, dell’ultima carezza, dell’ultima parola.
Ma soprattutto, chi ha visto, chi sa, chi ha anche solo il sospetto di conoscere l’identità di questo pirata della strada, non può rimanere in silenzio. Il silenzio rende complici. L’indifferenza uccide due volte: prima la vittima, poi la giustizia.
Rivolgo quindi un appello accorato a tutti i cittadini: se avete visto qualcosa, se conoscete qualcuno che quella sera guidava un tir sulla Pontina, se avete notato un mezzo pesante con danni compatibili con un investimento, se avete qualsiasi informazione che possa aiutare a identificare il responsabile, vi prego di farvi avanti.
Non importa quanto piccolo o insignificante possa sembrarvi il dettaglio che avete notato: potrebbe essere proprio quello che serve per dare un nome e un volto a chi ha ucciso Alfredo. Potrebbe essere quello che serve per restituire un po’ di pace alla sua famiglia, per permettere loro di elaborare il lutto sapendo che chi ha causato questa tragedia non l’ha fatta franca.
La nostra Associazione è qui per aiutarvi. Potete contattarci al numero 328 452 6104 in qualsiasi momento. Garantiamo la massima riservatezza e ci impegniamo a fare da tramite con le autorità competenti. Non dovete avere paura: fare la cosa giusta non è mai sbagliato.
Alfredo meritava di vivere. Meritava di tornare a casa dalla sua famiglia quella sera. Meritava che qualcuno si fermasse ad aiutarlo invece di lasciarlo morire da solo sull’asfalto freddo. Non possiamo restituirgli la vita, ma possiamo restituirgli la dignità che gli è stata negata. Possiamo fare in modo che la sua morte non sia vana, che serva a ricordare a tutti noi quanto sia importante non voltarsi dall’altra parte quando qualcuno ha bisogno di aiuto.
La strada ha già preso troppo da noi. Ha portato via troppi figli, troppi padri, troppi amici. Non possiamo permettere che chi semina morte e dolore continui a circolare liberamente, magari pronto a spezzare altre vite, a distruggere altre famiglie.
Alfredo era uno di noi. Poteva essere nostro fratello, nostro figlio, nostro padre. Oggi tocca a noi non abbandonarlo, non lasciare che la sua morte rimanga impunita. Oggi tocca a noi dimostrare che in questa società c’è ancora posto per la giustizia, per la solidarietà, per l’amore verso il prossimo.
Vi prego: non rimanete in silenzio. Alfredo e la sua famiglia hanno bisogno di voi. Noi tutti abbiamo bisogno che prevalga la verità sulla menzogna, la giustizia sull’impunità, l’amore sull’indifferenza”.
Così, in una nota, Giovanni delle Cave, responsabile dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada.
