Fallimenti della Meccano e cessione del sito ex Goodyear a Cisterna di Latina: entra nel vivo il processo
Dopo diversi rinvii, è entrato finalmente nel vivo il processo che vede sul banco degli imputati il noto imprenditore Alberto Veneruso per l’ennesimo procedimento penale a suo carico presso il Tribunale di Latina. Il processo ha già subito il cambio del collegio del Tribunale (dal primo al terzo) per una incompatibilità di uno dei magistrati del collegio giudicante. Ecco perché la terna dei giudici chiamata a giudicare gli imputati è composta da Mario La Rosa, Valentina Mongillo e Elena Sofia Ciccone.
Oggi, 13 febbraio, sono stati esaminati dal pubblico ministero Marco Giancrustofaro i due curatori fallimentari della società al centro del processo: la Meccano. L’esame non è stato concluso e il processo è stato rinviato al prossimo 18 giugno quando, a testimoniare, dovrebbero essere anche i due consulenti tecnici della Procura, Palmerini e Roccato.
A luglio 2023, era stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, a esprimersi in merito al procedimento che coinvolge l’imprenditore Alberto Veneruso più altri nove indagati. Il caso giudiziario è quello della Meccano e dei suoi fallimenti contestati dal Pubblico Ministero Marco Giancristofaro in merito, tra le altre cose, alla cessione del sito ex Goodyear a Cisterna di Latina.
Ad essere ascoltato, in udienza preliminare, lo stesso Alberto Veneruso che si era difeso sostenendo che i libri contabili erano esistenti. Ad essere imputati, oltreché ad Alberto Veneruso, anche membri del collegio sindacale, liquidatori e manager: Giorgio Di Mare, Maurizio Genovese, Mario Schisa, Claudio Pepè Siarria, Marco Cimino, Franco Bottoni, Giuseppe Egitto, Mario Dinacci e Pietro Rizzo.
Sul fronte civile, il Tribunale per le Imprese aveva respinto il ricorso della curatela fallimentare della Meccano che aveva chiesto la cifra di 19 milioni di euro come risarcimento dei danni cagionati al patrimonio sociale e alla massa dei creditori. La Meccano, costituita il 31 gennaio 2001, avrebbe previsto la riconversione del sito ex Goodyear e il reimpiego di personale. Una tesi che, però, era stata respinta dal Tribunale capitolino che aveva fatto così decadere l’azione di responsabilità nei confronti di Veneruso e dei sindaci del collegio.
Per quanto riguarda il lato penale, le indagini della Guardia di Finanza di Latina e del sostituto procuratore Marco Giancristofaro hanno contestato diverse bancarotte una dietro l’altro fino a ottobre del 2012, ossia prima che la Meccano fosse dichiarata fallita.
La società Meccano, secondo l’accusa, sarebbe stata ridotta a un guscio vuoto e svuotata di beni e del patrimonio, prima con la cessione alla Alven Investimenti del medesimo gruppo Veneruso per una cifra irrisoria di poco più di 42mila a fronte di un valore effettivo di oltre 3 milioni di euro. Al contempo fu comprata anche la M.A. Interiors per 56 mila 800 euro, una società che aveva un patrimonio di 874mila euro.
Il Comune di Cisterna di Latina, nel corso dell’udienza preliminare, si è costituito ed è parte civile nel processo incardinato col rito ordinario.
