CONSEGNA UNA BUSTA IN TRIBUNALE E VA VIA: ALL’INTERNO PAROLE CONTRO I MAGISTRATI PONTINI

Un agente della Polizia Scientifica che si incammina dopo aver effettuato gli accertamenti tecnici all'ufficio Gip del Tribunale di Latina

Un personaggio misterioso, una busta gialla e alcuni fogli sparsi con frasi deliranti contri alcuni magistrati pontini

È quanto accaduto stamani, 12 febbraio, intorno alle ore 11,30, presso il Tribunale di Latina, quando un uomo, sulla cinquantina, calvo, si è presentato davanti all’ingresso di Piazza Buozzi. L’uomo, passato il metal detector che non ha rivelato nulla di pericoloso, ha chiesto alla vigilanza dove si trovasse l’ufficio del giudice per le indagini preliminari. Una richiesta come tante che uno dei membri della vigilanza ha esaudito, chiarendo che la cancelleria del Gip-Gup si trova al primo piano del Tribunale.

Tuttavia, vedendo nel soggetto qualche caratteristica non comune, per meglio dire un atteggiamento bizzarro, la guardia della vigilanza ha segnalato la sua presenza ai Carabinieri presenti, di servizio, come ogni giorno, nel Tribunale di Latina.

Non è chiaro se l’uomo abbia chiesto alla vigilanza se dovesse consegnare la busta gialla che aveva in mano, o se abbia domandato solo dove fosse l’ufficio Gip. Fatto sta che, dopo le indicazioni ricevute, l’uomo si è recato al primo piano del Tribunale, salendo la scalinata. Arrivato nell’area degli uffici dei giudici per le indagini preliminari, ha chiesto dove si trovasse l’ufficio del direttore e, dopo aver ricevuto una indicazione, si è incamminato, è entrato dentro e ha lasciato sulla scrivania del direttore la busta gialla.

È qui che è iniziata la lunga giornata in Tribunale poiché, all’interno della busta, c’erano fogli sparsi, in tutto 14, con alcune frasi contro determinati magistrati pontini. Frasi deliranti, pare, ma che non potevano non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine. Presi di mira, in particolare, la Procuratrice Aggiunta Lugia Spinelli, già sotto scorta per aver ricevuto le minacce da alcuni appartenenti al clan Ciarelli, e il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, che da anni si occupa di delicate inchieste e già destinatario, nel passato, di minacce captate da intercettazioni di polizia giudiziaria. Nei fogli inseriti nella busta ci sarebbero state anche frasi rivolte contro altri due Gip del Tribunale di Latina: Laura Morselli e Paolo Romano.

Ciò che è successo non è rimasto un segreto, tanto che tutti si sono accorti che qualcosa stava accadendo. Infatti, dopo l’apertura della busta e la lettura dei contenuti, due magistrati, insieme al direttore dell’ufficio Gip, sono scesi giù nell’atrio del Tribunale per comprendere cosa avesse chiesto l’ignoto soggetto il quale, dopo aver chiesto l’informazione, è salito e ha deposito la suddetta busta. Da sottolineare che, dopo aver consegnato la busta, l’uomo è andato via, senza profferire verbo. Quasi fosse una missione da portare a termine, in silenzio e in fretta.

Un fatto inquietante tanto che, sul posto, dopo pochi minuti, sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile di Latina e, a seguire, quelli della Polizia Scientifica per raccogliere tutti gli elementi utili all’identificazione dell’uomo e avviare gli accertamenti tecnici. I poliziotti della Squadra Mobile, invece, dopo aver ascoltato tutti coloro che hanno potuto vedere l’uomo della busta, si sono chiusi con gli uomini della vigilanza all’interno della stanza monitor. Da lì, sono state setacciate tutte le immagini della videosorveglianza interna e alla fine l’uomo è stato individuato. È probabile che, per lui, scatterà una denuncia, sebbene è probabile che non ci sia rilevanza penale. Un aspetto che dovrà essere stabilito dall’autorità giudiziaria.

Dirimente sarà l’analisi dei contenuti delle frasi che, seppur deliranti (all’indirizzo anche contro la Chiesa), erano rivolte contro magistrati pontini, in un periodo che non è certo dei più sereni in provincia, tra bombe, azioni intimidatore, spari e un certo fermento nel mondo criminale.

La busta gialla si presentava con alcune scritte blu piuttosto grosse, scritte in corsivo. All’interno, come detto, alcuni fogli con le frasi contro i giudici. Al momento, nessuno parla esplicitamente di minaccia e il soggetto non è di spessore criminale, anzi soffre di problemi di natura psichiatrica. Certo è che l’episodio ha mobilitato la Polizia di Stato e non può essere passato in cavalleria, senza contare che l’uomo ha dimostrato di conoscere le basi della struttura giudiziaria.

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