Medico abusivo adesca minori sul web: discusso il Riesame a Roma per il 29enne di Fondi arrestato lo scorso 26 gennaio
È stato discusso oggi, 11 febbraio, dagli avvocati difensori Giulio Mastrobattista e Vincenzo Papa, il ricorso al Riesame di Roma per chiedere la revoca o la sostituzione della misura cautelare in carcere a carico del 29enne di Fondi, Thomas Gino Crettenand, gravemente indiziato dei reati di esercizio abusivo di una professione, adescamento di minorenni, pornografia minorile e detenzione o accesso a materiale pornografico. A emettere l’ordinanza di custodia cautelare è stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Paola Petti. Secondo la difesa, tale ordinanza è nulla, inefficace e non adeguatamente motivata, oltreché ad essere improduttiva di effetti giuridici.
In particolare, le indagini condotte dai militari della Compagnia di Fondi, guidati dal capitano Edoardo Gaglione, avrebbero consentito di acquisire notizie in ordine alla potenziale commissione da parte del 29enne dei suddetti reati nei confronti di molteplici minori di sesso maschile residenti nella provincia. Il giovane, in passato ex bagnino, è praticamente un insospettabile.
Gli sviluppi investigativi, condotti grazie all’instaurazione di un rapporto fiduciario con le vittime e con i genitori ed attraverso accertamenti tecnici, acquisizioni di dichiarazioni e audizioni “protette”, hanno permesso di raccogliere circostanziati elementi in ordine alla commissione di plurime condotte di adescamento e di natura pedopornografica nei confronti dei citati minori, perpetrate attraverso l’utilizzo di cellulari e canali social.
In tali contatti, il soggetto, con precedenti per lesioni, una volta instaurato un rapporto amicale, anche attraverso Telegram, e di fiducia con i minori, proponendosi, in assenza dei prescritti titoli professionali, quale esperto di asserite patologie andrologiche, avrebbe formulato diagnosi e prescrivetto farmaci, acquisendo immagini e video ad esplicito contenuto pedopornografico, per poi successivamente conservarli. Il 29enne avrebbe consigliato i giovani che avevano dubbi e problemi di natura sessuale. In questo contesto avrebbe indotto le vittime a inviargli foto e video di natura intima. I militari della Finanzia gliele avrebbero trovati una rilevante quantità. L’indagine ha portato tra l’altro alla denuncia del soggetto per esercizio abusivo della professione medica.
In un caso, il 29enne, nel 2024, è accusato di aver adescato un dodicenne avvicinandolo all’uscita di casa e poi inviandogli messaggi insistenti tramite Whatsapp. La natura dei messaggi sarebbe stata esplicita: lusinghe e consigli sugli approcci da tenere con le ragazze. Nei messaggi, il giovane 29enne avrebbe detto al ragazzino che era bello, chiedendogli di mandare selfie. Inoltre, in più occasioni, Crettenand avrebbe chiesto al dodicenne se guardasse film porno e praticasse atti masturbatori, o se avesse rapporti sessuali con la fidanzatina. Senza contare che l’indagato avrebbe consigliato al ragazzino di fare foto alle ragazze con cui usciva e inviato lui stesso uomini e donne che facevano sesso.
Altre accuse a carico del 29enne sono sempre di natura sessuale. Secondo gli inquirenti, il giovane si sarebbe fatto mandare da tre adolescenti – due quindicenni e un diciassettenne – foto o video ritraenti organi genitali, rapporti sessuali e masturbazioni.
A Crettenand è imputato anche di aver posseduto, all’interno del suo cellulare, oltre cento file di immagini e 180 video di materiale pedopornografico. Alcuni di questi materiali erano conservati nella sua cartella Telegram. Infine, al 29 è contestato l’esercizio di professione abusiva, ossia quella del medico. La menzogna veniva detta dal 29enne su siti di incontri online: in questi contesti, il giovane forniva consigli su patologie di natura andrologica quali fimosi, consigliando la circoncisione e avanzando diagnosi con tanto di prescrizione di farmaci.
