Appropriazione indebita per circa 38mila euro, il portiere latinense della Juventus, Mattia Perin, ritira la querela
Il giocatore e portiere della Juventus, Mattia Perin, difeso dall’avvocato Italo Montini, ha rimesso la querela nei confronti del commercialista di Latina imputato per appropriazione indebita davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Clara Trapuzzano Molinaro. In ragione del ritiro della denuncia, essendo il reato contestato procedibile solo a querela di parte, il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per il commercialista, prosciogliendolo. La decisine del portiere originario di Latina è dovuta a un accordo che ha portato lo stesso giocatore di calcio ad essere risarcito del danno.
Il commercialista era accusato di aver sottratto 37.980 euro a Mattia Perin, approfittando del rapporto professionale legato alla gestione dei suoi interessi fiscali. Il reato contestato era quello di appropriazione indebita, aggravata dall’abuso della relazione lavorativa.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Latina, il commercialista avrebbe convinto il calciatore a effettuare una serie di bonifici tra il 2019 e il 2020 su un conto corrente personale, prospettando la necessità di saldare un debito fiscale e promettendo un abbattimento delle imposte che, in realtà, non sarebbe mai esistito. Il denaro, secondo la Procura, non sarebbe stato né restituito né utilizzato per regolarizzare la posizione tributaria del giocatore.
La vicenda risale al 2023 quando Perin ha presentato formale denuncia, così da far avviare l’indagine che ha portato il pubblico ministero a emettere la citazione a giudizio nel giugno del 2025. Al commercialista viene contestato il reato di appropriazione indebita continuata, aggravata dall’abuso della relazione lavorativa.
Tra le accuse mosse al professionista, difeso dall’avvocato Moreno Gullì, l’incompatibilità delle causali indicate nei bonifici rispetto al mandato professionale conferito dal calciatore. Oggi, 11 febbraio, la fine del processo.
