Il Sentiero di Circe come modello di cammino inclusivo: il progetto CUSTODIRe incontra le ragazze e i ragazzi di Diaphorà
Un sentiero può essere molto più di un percorso naturalistico: può diventare uno spazio di inclusione, relazione e partecipazione attiva. È questa la visione che emerge dalle azioni del progetto “CUSTODIRe. Nuove forme di custodia ambientale lungo il Sentiero di Circe”, che propone un nuovo modello di fruizione del territorio fondato sulla centralità delle persone e delle comunità che lo abitano. Il progetto CUSTODIRe è co-finanziato dal Programma Interreg Euro-MED nell’ambito dell’iniziativa COASTRUST.
Nel tratto del Sentiero di Circe che attraversa l’area di Fogliano, l’esperienza dell’Associazione Diaphorà rappresenta un esempio concreto di come un cammino possa diventare inclusivo non solo in termini di accessibilità fisica, ma soprattutto come spazio di accoglienza, riconoscimento e protagonismo. I ragazzi e le ragazze dell’associazione non vivono il sentiero come semplici utenti, ma come custodi quotidiani del luogo: se ne prendono cura attraverso gesti concreti, lo abitano, lo raccontano a chi lo attraversa, trasformandolo in uno spazio che “fa bene” a chi passa.
In questo percorso di custodia relazionale si inserisce il ruolo di Francesca Sanpaolo, uno dei numerosi volontari dell’associazione, che accompagna i ragazzi in un’azione di cura che non è solo ambientale ma anche comunitaria. La sua presenza contribuisce a dare forma a un’idea di custodia come pratica circolare, che riguarda il territorio, le persone che lo vivono e le relazioni che si costruiscono nel tempo. Il Sentiero di Circe diventa così non una meta, ma un cammino condiviso, fatto di tracce lasciate con attenzione e autenticità.
Il modello che si delinea è quello di un cammino come spazio di responsabilità condivisa, in cui la tutela ambientale si intreccia con la dimensione sociale. La custodia del paesaggio non è affidata solo a interventi tecnici o infrastrutturali, ma passa attraverso relazioni, responsabilità diffuse e pratiche di cura quotidiane. In questo senso, il Sentiero di Circe si inserisce nel più ampio dibattito sui cammini inclusivi che, in Italia e a livello internazionale, promuovono una fruizione lenta, accessibile e partecipata dei territori, capace di generare benessere per chi cammina e per chi abita i luoghi.
La sinergia con gli studenti del Liceo Scientifico G. B. Grassi di Latina rafforza il valore educativo di questo modello. L’incontro tra i ragazzi di Diaphorà e gli studenti del liceo ha generato uno scambio autentico, fondato sull’ascolto reciproco e sul riconoscimento delle competenze di ciascuno. In questo dialogo tra esperienze diverse, il sentiero si è trasformato in uno spazio di apprendimento informale, capace di rendere tangibili i valori dell’inclusione, della cura del bene collettivo e della cittadinanza attiva.
L’esperienza di Diaphorà contribuisce a ridefinire il concetto stesso di inclusione nei contesti naturali: non più solo adattamento degli spazi, ma costruzione di contesti accoglienti, in cui le persone con disabilità sono riconosciute come risorsa attiva nella valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale. Il Sentiero di Circe si configura così come un laboratorio di buone pratiche per i territori costieri, capace di integrare tutela ambientale, inclusione sociale ed educazione alla responsabilità condivisa.
