AZIENDA SPECIALE “TERRACINA”, L’EX ASSESSORE: “IO FATTA FUORI PERCHÈ HO INTRODOTTO REGOLE”

Azienda Speciale, l’ex assessore Sara Norcia: “Il Comune rispetti la sentenza della Corte dei conti e nomini il direttore”

“Torno a parlare di Azienda Speciale in modo chiaro e diretto dopo un lungo periodo in cui propaganda e disinformazione hanno prevalso sulla realtà dei fatti. In questi anni ho dedicato tempo, studio e lavoro concreto, in stretta collaborazione con il settore dei Servizi sociali, per avviare un percorso di risanamento di un ente che, fin dalla sua nascita, ha sempre operato in modo autonomo sotto ogni profilo: gestionale, amministrativo, organizzativo e nei comportamenti, spesso lontani da quei principi di trasparenza e responsabilità che un ente pubblico dovrebbe garantire.

L’Azienda Speciale Terracina è un ente strumentale del Comune che gestisce ogni mese 1 milione e 550 mila euro di risorse pubbliche destinate ai servizi sociali. Dal 2023 è diventata il vero campo di battaglia politica della città e la principale ragione per cui oggi non ricopro più il ruolo di assessore”.

Così l’ex assessore ai Servizi sociali, Sara Norcia, interviene pubblicamente per ricostruire quanto accaduto negli ultimi anni all’interno dell’Azienda Speciale comunale.

“La mia rimozione – chiarisce – non è avvenuta per incapacità o cattiva gestione, ma perché sull’Azienda Speciale ho introdotto regole, controlli e un sistema di vigilanza che ha rotto equilibri consolidati e silenzi troppo lunghi. Dal 2023, è stato avviato un cambio di passo concreto: nuovi servizi, nuove risorse e un rafforzamento delle responsabilità gestionali.

Tra le decisioni più rilevanti, la scelta di non rinnovare, alla naturale scadenza, il contratto del direttore dell’Azienda, dopo anni di immobilismo e di una gestione priva di indirizzo.

Una scelta legittima, motivata e necessaria – afferma – che ha dato fastidio e che mi è costata politicamente. Una scelta che rifarei altre mille volte. Dopo la mia revoca, la situazione — secondo l’ex assessore — sarebbe nuovamente peggiorata. L’Azienda Speciale sarebbe tornata alla deriva, tra annunci privi di contenuto, propaganda senza risultati concreti, delibere rimaste sulla carta, assunzioni effettuate senza procedure di evidenza pubblica e un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali che, pur a tutela di numerosi lavoratori, non è stato considerato una priorità. A ciò si aggiungerebbe una sentenza di condanna della Corte dei Conti che, a oggi, non avrebbe ancora trovato piena attuazione, nonostante le attività avviate in precedenza”.

“Manca una direzione – denuncia – con un vicedirettore che opera senza una nomina formale e senza che ai cittadini venga fornita alcuna spiegazione. E c’è chi tutto questo lo consente, chi guarda e tace.
Conclude, “Sono stata rimossa perché stavo lavorando bene, come certificato anche dalla Corte dei Conti che si è espressa sul mio operato. Il cambiamento andava fermato. Evidentemente, per questa amministrazione, Terracina non merita di cambiare passo”.

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