Latina, in Tribunale il processo a due cosiddetti “maranza” pontini. Sono accusati di aver rapinato e picchiato due cittadini del Bangladesh
Il caso risale alla serata del 13 aprile 2025, quando i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Latina avevano tratto in arresto due giovani di origine tunisina, dell’età di 23 e 30 anni, già noti alle forze di polizia, per i reati di lesioni e tentata rapina in concorso, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale.
Nello specifico, i Carabinieri, su richiesta pervenuta al 112, erano intervenuti in Piazza del Popolo, a Latina, dove i due “indagati “maranza” avrebbero aggredito la vittima, un uomo di 34 anni, originario del Bangladesh, nel tentativo di sottrargli il cellulare. I due tunisini, accompagnati da un terzo connazionale, estraneo ai fatti, si sarebbero scagliati anche con un amico della vittima.
Durante il controllo, il 30enne, Yosiri Garshallaoui, cercando di eludere il controllo da parte dei militari dell’Arma, aveva tentato di allontanarsi ed inoltre aveva aggredito ed offeso i Carabinieri.
Gli arrestati, espletate le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, erano stati condotti presso le camere di sicurezza.
Oggi, 10 febbraio, i due imputati, Yosiri Garshallaoui e il 22enne Yasser Ammary, difesi dagli avvocati Emanuele Farelli e Marco Reale, hanno visto aprirsi di fatto il loro processo per lesioni e tentata rapina, dinanzi al primo collegio del Tribunale di Latina, composto dalla terna di giudici Sinigallia-Brenda-Naldi.
A testimoniare uno dei Carabinieri intervenuti che, esaminato dal pubblico ministero Valentina Giammaria, ha ricostruito l’operato dei militari dell’Arma, arrivati dopo essere stati chiamati al 112 dalla vittima.
A seguire, a parlare, anche la vittima, ossia il cittadino del Bangladesh, il quale, con l’aiuto di un interprete, ha raccontato cosa è accaduto. Secondo la sua versione, Ammary, che si trova ai domiciliari ed era presente in aula, gli avrebbe chiesto una sigaretta. Una volta allontanatosi, sarebbe tornato in compagnia di Garshallaoui che, in pochi istanti, avrebbe detto alla persona offesa: “Se non hai le sigarette, dammi il cellulare”. Al diniego del bangladese, il 30enne gli avrebbe sferrato un pugno e gli avrebbe sottratto il cellulare. Un gesto repentino a cui è seguita la reazione della vittima che immediatamente si è ripreso il cellulare.
Dopodiché, il bangladese e l’amico sarebbero stati colpiti con più pugni sia dal 30enne che dal 23enne, entrambi imputati. Il tutto successo intorno alle ore 20,30 di domenica sera, davanti ad altre persone presenti in piazza.
Una ricostruzione confermata solo in parte dal 23enne presente in aula, il quale, dopo aver chiesto di poter rilasciare dichiarazioni spontanee, ha spiegato che sì si sono picchiati, ma che mai e poi aveva avuto intenzione di rubare il cellulare: “Lo giuro su mia madre”, ha detto il maranza.
Il processo, rinviato al prossimo 18 marzo, vedrà la testimonianza dell’amico della vittima, pestato dai due imputati quel 13 aprile 2025. Uno spaccato di Latina sempre più all’ordine del giorno, con gruppi di giovani di nazionalità maghrebina che si muovono in branco alla ricerca di qualche preda. Non il primo, né l’ultimo caso che affollano le aule del Tribunale di Latina.
