DROGATA E PORTATA A LATINA PER PROSTITUIRSI: NUOVI ARRESTI PER I DUE AGUZZINI

“Tratta di minori e sfruttamento sessuale, misure cautelari eseguite dalla Polizia di Stato”

La Polizia di Stato, a Latina, nella giornata di ieri, 9 febbraio, ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nei confronti di due soggetti, un uomo e una donna, accusati di traffico di persone e sfruttamento sessuale di una minorenne.

I due indagati si trovavano già in carcere dallo scorso novembre, quando era stato eseguito nei loro confronti il provvedimento di fermo disposto dalla Procura di Latina e successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina. I reati, rientranti nella competenza della DDA, sono stati poi trasmessi al Gip del Tribunale di Roma, che, valutati gli elementi indiziari raccolti dagli inquirenti, ha emesso le odierne misure cautelari.

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Le indagini erano partite nel novembre 2025, quando la vittima, una giovane cittadina rimena, aveva contattato il Consolato Generale del proprio Paese in Italia, denunciando di essere stata indotta a recarsi in Italia con la promessa di un impiego lavorativo. Giunta nel nostro Paese, la giovane era stata privata dei documenti personali e dei beni, segregata in diverse abitazioni e costretta a prestazioni sessuali a pagamento con più soggetti.

Le attività investigative immediatamente avviate dalla Squadra Mobile di Latina hanno permesso di accertare, sulla base degli elementi raccolti, che la vittima era sottoposta a controllo continuo, minacce e coercizione, inclusa la somministrazione di sostanze con effetti narcotici, e costretta a produrre foto e video sessualmente espliciti utilizzati successivamente per promuovere le prestazioni sessuali.

Le indagini hanno inoltre consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati, confermati dal rinvenimento di effetti personali della vittima, denaro e dispositivi elettronici utilizzati per l’attività di sfruttamento, nonché da annunci online con immagini della giovane.

Queste attività investigative hanno dapprima portato al carcere dei due indagati con il primo provvedimento di fermo, successivamente convalidato, e ora hanno permesso di confermare il quadro indiziario e le esigenze cautelari con l’emissione della misura da parte del Gip del Tribunale di Roma in ragione della competenza sulle tipologie di reati contestato in capo alla  Direzione Distrettuale Antimafia.

Il caso risale agli inizi di novembre quando la Polizia di Stato, in collaborazione con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e con il coordinamento della Procura della Repubblica di Latina, ha portato a termine l’importante operazione di polizia che aveva permesso di salvare una giovane che è stata vittima di tratta e sfruttamento sessuale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la giovane, di origini rumene, sarebbe stata adescata tramite social network con la promessa di un lavoro come cameriera. Due persone di nazionalità rumena, un uomo e una donna, l’avrebbero inizialmente convinta a partire verso un’altra cittadina della Romania con la prospettiva di un impiego e, durante il viaggio, le avrebbero offerto delle sigarette che l’avrebbero indotta in uno stato di parziale incoscienza. La ragazza, dopo essersi addormentata, si sarebbe infatti risvegliata scoprendo di aver oltrepassato il confine e di trovarsi in Italia, senza alcuna possibilità di contatto con l’esterno.

Una volta giunta sul territorio nazionale (con un passaggio a Messina prima di approdare a Latina), la vittima sarebbe stata privata dei documenti e del telefono, e sarebbe stata costretta a prostituirsi sotto la minaccia di gravi ritorsioni e indotta a scattare foto di contenuto pornografico, poi diffuse su siti dedicati agli incontri. La giovane ha dichiarato di essere stata continuamente monitorata dai suoi presunti aguzzini, che le avrebbero impedito ogni contatto con l’esterno.

Grazie a una chiamata effettuata dalla vittima al Consolato Generale di Romania, dopo essere riuscita a scappare dal luogo in cui era trattenuta, gli agenti della Squadra Mobile e della Squadra Volante di Latina, allertati dalla sala operativa del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, sono intervenuti tempestivamente nei pressi della stazione ferroviaria di Latina Scalo, dove la ragazza si trovava, mettendo la minorenne in sicurezza e fornendole assistenza immediata.

Le indagini della Squadra Mobile, guidata dal dirigente Giuseppe Lodeserto, sono scattate immediatamente, sotto il coordinamento della Procura di Latina, e hanno consentito di individuare l’abitazione in cui la giovane sarebbe stata trattenuta e sequestrare telefoni e strumenti presumibilmente utilizzati per il controllo e lo sfruttamento della vittima.

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