AVS – Aprilia: Aprilia vive nella paura. Basta parole, servono fatti. La città è fuori controllo
“Gli ultimi fatti di cronaca, con spari in pieno centro e tra le case, dietro al Comune di Aprilia, certificano quello che denunciamo da tempo: la questione criminalità è più viva che mai. Dopo l’arresto del Sindaco Lanfranco Principi e dei vari esponenti delle famiglie Forniti e Gangemi, gli atti criminali che avvengono alla luce del sole non sono terminati, anzi.
Mentre si susseguono sparatorie e intimidazioni, i cittadini sono costretti a vivere nella paura. È inaccettabile che intere zone della città, dal centro alle periferie, siano ostaggio di chi pensa di poter usare armi impunemente. Come AVS avevamo già presentato interrogazioni al Ministro Piantedosi, non solo per metterlo al corrente della situazione apriliana, ma anche per chiedere come il Ministero si sarebbe mosso in merito, ma è chiaro che le forze messe in campo non sono sufficienti. Per questo abbiamo presentato una nuova interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi per non far abbassare l’attenzione sulla nostra Città e per conoscere quali siano le intenzioni del Governo sul tema. Non si può lasciare alla malavita l’opportunità di prendere il sopravvento.
Non basta aprire un Commissariato per sanare una Città con un tessuto sociale a pezzi, dove la mafia, secondo le indagini, aveva raggiunto le più alte istituzioni del Comune. Una città “cuscinetto” tra la criminalità romana e quella pontina e dove riciclaggio e spaccio/stoccaggio di droga sono all’ordine del giorno.
Chiediamo alle Commissarie di attuare tutto il necessario affinché Istituzioni e Forze dell’Ordine cooperino per la sicurezza di Aprilia, al centro come nelle periferie. Ma che si occupino anche di questioni più generali: le condizioni dei Vigili Urbani, ad esempio, che con poco più di 30 unità coprono un territorio di 178 km2 con circa 76 mila abitanti.
Condividiamo l’analisi dell’associazione antimafia “Reti di Giustizia”:
“aumenta il rischio di ‘assuefazione’ alle notizie di cronaca e il senso di impotenza non può che diffondersi, l’indifferenza sociale e politica sui temi come la giustizia sociale e la lotta alle mafie cresce esponenzialmente, lasciando spazio solo al tema securitario e repressivo fine a se stesso”.
Questo sia da monito sulla collaborazione che il Comune deve tenere con le associazioni, senza le quali non è possibile fare rete tra i cittadini e le istituzioni. Molte di esse sono ad oggi in prima linea nell’aiuto sociale verso le persone sotto la soglia della povertà, se le abbandoniamo a loro stesse facciamo il gioco della criminalità.
Le sole risposte securitarie e repressive replicate dai decreti sicurezza, molto facili da utilizzare per accrescere il consenso, risultano del tutto incapaci di produrre cambiamenti sociali e culturali in grado di ricostruire un tessuto civico e morale delle comunità.Occorre sicuramente dotare di organici adeguati le forze dell’ordine presenti sul territorio, ma devono trovare spazio anche le iniziative tese a sostenere il tessuto sociale ed economico impegnato nel riscatto morale e civile della comunità Apriliana.
Come AVS facciamo un appello a tutte le forze politiche progressiste, ad oggi c’è la necessità di lavorare a stretto contatto con le varie associazioni del territorio e comitati di quartiere al fine di organizzare una “Resistenza Civile”.
Le piazze sono vuote, i parchi sono vuoti, le strade sono vuote e, molto spesso, sono tutti e tre al buio a turno. Aprilia non può diventare terra di nessuno. Il tempo delle attese è finito”.
Così, in una nota, Sara Samperi, Fabrizio Fiorentini e Davide Casari.
