FATTURE FALSE: LA FINANZA SEQUESTRA IMMOBILE DA 1 MILIONE DI EURO SFUGGITO ALLA MAXI CONFISCA IANNOTTA

Luciano Iannotta
Luciano Iannotta

I Finanzieri del Comando Provinciale di Latina, su ordine della Procura della Repubblica del capoluogo pontino, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per circa un milione di euro, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, nei confronti di una società di capitali operante nel settore del commercio di vetro, del suo rappresentante legale e di un amministratore di fatto, gravemente indiziati di reati fiscali, per aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti per diverse annualità.

Ad essere coinvolto, come amministratore di fatto, è l’imprenditore di Sonnino, Luciano Iannotta, tuttora a processo derivante dalla maxi indagine denominata “Dirty Glass” che, come noto, coinvolge un’altra società operante nel settore del vetro, da cui discende il nome dell’intera operazione della Squadra Mobile. A coordinare le indagini il sostituto procuratore di Latina, Giuseppe Miliano.

Più in particolare, a seguito di una verifica fiscale eseguita dai militari della Compagnia di Terracina, guidati dal Capitano Gianmarco Sportiello, è emerso che la società, tra il 2020 e il 2024, ha emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti per oltre 2 milioni di euro e realizzando un’evasione d’imposta complessiva (imposte dirette sul reddito e iva) quantificata in circa un milione di euro.

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L’attività di indagine patrimoniale eseguita successivamente ha consentito di individuare e sottoporre a sequestro preventivo un immobile sito in Sonnino del valore suindicato, ubicato all’interno di un intero complesso aziendale, quest’ultimo già sottoposto a misura di prevenzione patrimoniale. L’immobile era sfuggito alla maxi confisca da 50 milioni eseguita a carico di Iannotta e, secondo gli inquirenti, sarebbe sfuggita proprio in ragione di un meccanismo ad hoc per eludere la misura.

L’attività di servizio testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nell’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati e a contrasto di tutte le forme di inquinamento del mercato e dell’economia legale, a tutela degli interessi dell’Erario e della libera e leale concorrenza tra imprese e cittadini onesti.

Per le condotte illecite al vaglio della competente Autorità Giudiziaria, sulla base del principio di presunzione di innocenza, spetterà al soggetto destinatario del provvedimento dimostrare che il patrimonio sequestrato sia stato acquistato con denaro di provenienza lecita; in caso contrario i beni confiscati saranno sottratti al circuito dell’economia criminale per essere restituiti allo Stato e destinati ad utilizzi a beneficio della collettività.

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