QUESTION TIME FANTASMA A LATINA, OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO: “PUNTO PIÙ BASSO DI QUESTA AMMINISTRAZIONE”

Interrogazioni urgenti senza risposta, assessori assenti o irreperibili, relazioni degli uffici al posto dell’esecutivo. Question time fantasma, opposizioni all’attacco: “Uno dei punti più bassi mai raggiunti da questa amministrazione”

Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 denunciano un metodo diventato sistemico: mesi di attesa, nessun confronto politico, prerogative del Consiglio comunale calpestate.
“Non è uno scontro politico, è un problema democratico”

“Quanto accaduto nel corso del Question Time di lunedì 2 febbraio rappresenta uno dei punti più bassi mai raggiunti da questa amministrazione sul piano del rispetto delle istituzioni, delle regole e delle prerogative del Consiglio comunale”. Lo denunciano i gruppi consiliari Latina Bene Comune, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Per Latina 2032.

Otto interrogazioni presentate dalle opposizioni si sono trasformate in una seduta surreale, segnata da assessori assenti o irreperibili, risposte parziali o del tutto mancate e, in molti casi, dalla semplice lettura in aula di relazioni predisposte dagli uffici o dai dirigenti, in assenza della controparte politica.

Su otto interrogazioni all’ordine del giorno, solo tre hanno ricevuto una risposta diretta dagli assessori competenti: l’assessora Nasti sulle Terme di Fogliano, l’assessore Addonizio sulla mancata partecipazione del Comune a un bando provinciale per il potenziamento della raccolta differenziata e l’assessore Di Cocco sulla carenza di pensiline per il trasporto pubblico. Tutte le altre sono rimaste senza un confronto politico reale.

“Parliamo di interrogazioni urgenti a risposta orale, presentate mesi fa – sottolineano i consiglieri di opposizione – eppure la loro discussione viene puntualmente rinviata, oppure svuotata di senso dall’assenza degli assessori chiamati a rispondere. È un modo di fare che ormai è diventato sistemico e che priva il Consiglio comunale delle sue funzioni di indirizzo e controllo”.

Emblematico il caso della concessione mineraria delle Terme di Fogliano, oggetto delle interrogazioni presentate dal Movimento 5 Stelle e da Per Latina 2032: nessun passaggio in Consiglio comunale, nessun atto portato in aula, nessun voto, nessun confronto. Una decisione assunta fuori dall’organo deputato, con conseguenze pesantissime: la revoca della concessione mineraria, la perdita dei vincoli su quasi 70 ettari fronte mare e l’apertura a possibili speculazioni edilizie. “Chi ha deciso di esautorare il Consiglio da una scelta di questa portata?” hanno chiesto le opposizioni nel corso della seduta di lunedì. “È una domanda rimasta senza risposta” denunciano.

Altrettanto grave quanto accaduto durante la discussione sull’interrogazione del Movimento 5 Stelle relativa all’incarico gratuito di consulente legale della sindaca. L’assessora all’Urbanistica, formalmente delegata a rispondere, è risultata irreperibile proprio nel momento in cui avrebbe dovuto intervenire in aula. «Il presidente del Consiglio ha dovuto prendere atto pubblicamente che “l’assessora non si trova”. Una scena francamente inaccettabile che restituisce il livello di disorganizzazione e di superficialità con cui viene trattato uno strumento fondamentale come il Question Time» rilevano i consiglieri di minoranza.

Stesso copione per le interrogazioni presentate da Lbc sull’istituzione e l’avvio operativo della Fondazione Latina 2032 e sulla rassegna culturale “Di note e di parole”, quest’ultima oggetto di un’altra interrogazione a firma del Pd. In tutti e tre i casi è mancata la controparte politica, con la sindaca, delegata alla Cultura, assente dal confronto. Sul tema, il Pd ha anche presentato un accesso agli atti rimasto senza risposta, nonostante siano trascorsi oltre 60 giorni dalla richiesta.

“Cosa dobbiamo fare per vedere rispettate le regole minime di funzionamento degli organi consiliari?” si chiedono le forze di opposizione, che contestano anche le modalità di convocazione dei Question Time: “Interrogazioni urgenti discusse a distanza di mesi, risposte sommarie e generiche, spesso non suffragate da fatti chiari, e un Consiglio comunale costretto a venire a conoscenza delle decisioni dell’amministrazione attraverso la stampa o gli accessi agli atti”.

La conclusione è amara: “Questo è il Comune di Latina oggi: un’amministrazione senza coordinamento, senza rispetto dei regolamenti e senza considerazione per il Consiglio comunale. Il Question Time viene trattato come un fastidio, quando è invece uno degli strumenti fondamentali di controllo democratico. Non è un problema di scontro politico tra maggioranza e opposizione. È un problema democratico, – puntualizzano le opposizioni – perché quando si calpestano le prerogative del Consiglio comunale si calpestano i diritti dei cittadini”.

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