Retribuzioni nel Pontino. Garullo (Uil): “Cresce il part time tra le donne. Gender pay gap a oltre seimila euro”
È di qualità il lavoro dei dipendenti pontini del settore privato? Esistono differenze salariali tra donne e uomini? A queste domande risponde il dossier realizzato dalla Uil del Lazio e dall’Eures “Le disparità retributive di genere nella città metropolitana di Roma e nelle province del Lazio”.
Il dossier procede con ordine: nel 2019 un dipendente pontino del settore privato aveva una retribuzione media annua lorda di 17.645 euro. A distanza di sei anni il suo compenso è cresciuto raggiungendo i 20.062 euro. Ma se analizziamo nel dettaglio le retribuzioni degli uomini e delle donne, scopriamo che sei anni fa un lavoratore raggiungeva mediamente i 20.399 euro mentre una lavoratrice 13.772. Nel 2024 lo stipendio medio di una dipendente è stato invece di 16.248 euro, mentre quello di un dipendente di 22.837 euro. Al netto di una contenuta crescita delle retribuzioni, emerge una differenza retributiva media annua che penalizza le lavoratrici e che corrisponde a 6.590 euro.
“Anche se in lieve flessione – spiega Luigi Garullo, Segretario generale della Uil di Latina – perché nel 2019 il gender pay gap era 6.628 euro, stiamo parlando di una profonda distorsione del mercato del lavoro che genera disuguaglianze sia economiche che sociali”. Responsabile della situazione è la dimensione qualitativa dell’occupazione che nel territorio ha raggiunto livelli allarmanti: oltre un lavoratore su tre ha un contratto di lavoro atipico, valore che sale al il 39,1% tra le occupate, per arrestarsi al 30,1% tra gli uomini.
Ma c’è altro: il ricorso fuori misura al part time, che spesso risulta essere involontario. Latina è la prima provincia del Lazio per questo tipo di inquadramento contrattuale: nel 2024 le lavoratrici impiegate a tempo parziale hanno rappresentato infatti il 59,2% del totale, mentre tra gli uomini il valore si è attestato al 28,1%”.
“È del tutto evidente che non basta aumentare il numero delle donne occupate – aggiunge Francesca Toselli, della Uil di Latina – se il lavoro resta povero e precario”. “La vera sfida – conclude Garullo – è creare occupazione di qualità, stabile, salari dignitosi non erosi dall’inflazione”. L’unica nota positiva che il dossier registra nel pontino è il sostanziale equilibrio retributivo tra le figure apicali: tra i quadri uomini il valore della retribuzione media si attesta infatti a 77 mila euro annui, mentre le donne ottengono circa 75 mila euro. Tra i dirigenti il risultato femminile supera addirittura quello maschile (163.742 euro contro 161.531 euro). Ma guai ad illudersi, perché sono gli uomini a ricoprire nel 60,9% dei casi il ruolo di quadri e nel 72% dei casi i ruoli dirigenziali.
