“Un treno lanciato a tutta velocità, senza conducente, diretto verso il binario morto”. È la metafora scelta dal Partito Democratico di Terracina per descrivere la gestione del Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA) da parte dell’amministrazione Giannetti.
Il PD esprime «forte preoccupazione» per la convocazione di due commissioni consiliari chiamate a esprimere il parere sul PUA revisionato dopo le indicazioni della Regione. Secondo i democratici, il nodo non è la convocazione in sé, ma «il grave ritardo dell’amministrazione comunale nel portare gli atti all’attenzione dei consiglieri, dei portatori di interesse e nell’affrontare un dibattito politico serio e strutturato».
Un ritardo che, secondo l’opposizione, viene oggi “scaricato sui consiglieri comunali”, chiamati a esprimersi “in tempi compressi e senza un reale confronto”.
“Come Partito Democratico, insieme alla maggioranza delle opposizioni, avevamo chiesto la convocazione di una commissione che consentisse un esame approfondito e trasparente del PUA – sottolinea il gruppo consiliare – a partire dalla nomina del nuovo presidente, dopo l’arresto del precedente presidente. Una richiesta di buon senso che è stata ignorata”.
Per il PD esiste un proporne proprio sui tempi della procedura: «Anche dopo l’eventuale adozione del PUA in Consiglio comunale – spiegano – il procedimento prevede ulteriori 90 giorni per completare le fasi successive e rendere lo strumento pienamente esecutivo, prima di arrivare ai bandi. Parlare oggi di corsa contro il tempo serve solo a coprire i ritardi accumulati dalla Giunga Giannetti ».
Il comunicato richiama anche il contesto politico e giudiziario: “È grave quanto accaduto sul piano giudiziario ed è altrettanto grave la chiusura politica dell’amministrazione», una chiusura che – secondo il PD – «alimenta un interrogativo legittimo: si vuole favorire qualcuno? Di certo non le imprese sane e oneste, che chiedono regole chiare e condivise”.
Il Piano di Utilizzazione degli Arenili, conclude il PD, “è uno strumento decisivo per il futuro urbanistico, economico e turistico della città” e proprio per questo “avrebbe bisogno di un percorso ampio, partecipato e trasparente”. Insistere sulle forzature, avvertono i democratici, significa «esporsi al rischio concreto di nuovi ricorsi, nuovi blocchi e ulteriori danni per il Comune
