Nel corso dell’adunanza consiliare del 29 gennaio, durante la discussione sul bilancio di previsione, il gruppo Liberi ha motivato la propria scelta di astensione con un intervento improntato a equilibrio istituzionale e senso di responsabilità.
“È stato innanzitutto richiamato il valore centrale del bilancio quale presupposto fondamentale dell’azione amministrativa. Proprio per questo – spiega una nota del gruppo consiliare d’opposizione -, è stato sottolineato, esso non può essere ridotto a un mero adempimento formale, ma deve essere inteso come un processo politico, costruito nel tempo e fondato su un confronto reale e strutturato.
Muovendo da questa considerazione, sono state evidenziate alcune criticità, a partire dal metodo. Il percorso di elaborazione del bilancio si è infatti sviluppato in modo limitato e poco partecipato, concentrandosi quasi esclusivamente nella fase finale dell’approvazione. In tale contesto, il gruppo Liberi ha annunciato che proporrà immediatamente l’istituzione della Commissione consiliare per il bilancio, considerata una sede essenziale di approfondimento, partecipazione e confronto tra le diverse sensibilità politiche, per rendere il dibattito più organico e incisivo sin dalle prime fasi di elaborazione.
Nel merito, sono state espresse riserve sull’impostazione complessiva e sulle priorità individuate. Tuttavia, con realismo, l’opposizione non ha disconosciuto le oggettive difficoltà in cui operano oggi gli enti locali: vincoli stringenti, risorse limitate, autonomia finanziaria compressa e un quadro normativo che riduce sensibilmente gli spazi di discrezionalità politica.
Alla luce di tali elementi, l’astensione è stata indicata come la scelta più coerente. Un voto contrario avrebbe avuto un valore meramente testimoniale, privo di reale incidenza sul percorso amministrativo; un voto favorevole, al contrario, avrebbe comportato l’avallo di un metodo e di un’impostazione non condivisi. L’astensione è stata quindi esplicitamente definita “costruttiva”: una scelta che rivendica il ruolo dell’opposizione non come forza di mera contrapposizione, ma come soggetto politico che intende esercitare fino in fondo la propria funzione di indirizzo, controllo e proposta. Un’opposizione che sceglie di incidere sulle scelte, di orientare le decisioni possibili, di misurarsi nel merito, anziché rifugiarsi in una sterile logica di testimonianza.
Un’astensione che non assolve, ma impegna. Impegna l’opposizione a un lavoro costante di vigilanza, elaborazione e proposta, e a sostenere, quando vi siano le condizioni, scelte coerenti con l’interesse della comunità; e impegna la maggioranza a una maggiore disponibilità all’ascolto, al confronto e al dialogo istituzionale: affinché il bilancio non si esaurisca nel voto consiliare, ma prenda forma nelle scelte quotidiane dell’amministrazione e nelle inevitabili variazioni future.
In questo senso, l’astensione apre uno spazio politico nuovo: uno spazio di confronto possibile, di corresponsabilità istituzionale, di dialogo non scontato. Maggioranza e opposizione sono chiamate a muoversi su strade diverse, per mandato e per funzione, nella leale distinzione dei ruoli e delle responsabilità. Strade che possono restare parallele senza essere contrapposte e che, nel superiore interesse pubblico, possono anche convergere su obiettivi comuni e scelte condivise, quando le condizioni lo consentano.
Spetta ora alla maggioranza decidere se riconoscere e attraversare questo spazio, traducendo il segnale di apertura in un metodo di lavoro più aperto, partecipato e rispettoso delle reciproche responsabilità istituzionali”.
