“L’adozione definitiva del PUA in Consiglio comunale prevista per domani 29 gennaio avrebbe potuto rappresentare l’occasione storica per modificare sensibilmente le nostre spiagge”. Così, esordisce in una nota, il Movimento Cinque Stelle di Gaeta.
“Non di certo con questa amministrazione e con un Consiglio comunale sicuramente non lontano dalla categoria. Così come è stato presentato è il solito piano nettamente rivolto semmai alle esigenze di frontisti e concessionari. “Solo” per la spiaggia di Sant’Agostino sono previste nuove 19 concessioni, con poco più di 200metri di spiaggia libera restante, per garantire il 20% di spiaggia libera su Serapo si è pensato, invece, di unirla nelle previsioni a Fontania, come se fossero un’unica, mentre sulla spiaggia delle Scissure un ampio tratto non fruibile secondo un’ordinanza della Capitaneria di Porto è stato conteggiato per raggiungere il 51% di spiagge libere sull’intero territorio del Comune di Gaeta, scomparendo, allo stesso tempo, dal totale complessivo dei metri.
Così come è imbarazzante apprendere dalla relazione socio economica aggiornata al 2024 che di fronte l’aumento dei rifiuti nei mesi estivi per sopperire ai costi sia conveniente concedere nuove concessioni, dimenticando, però, che la TARI a Gaeta prevede una tariffa standard per i “25mq” dei miniconcessionari e la riduzione del 30% per gli stabilimenti. Il costo, semmai in misura ancor maggiore, è quasi unicamente, in rapporto, sulle spalle dei cittadini.
Non soltanto non cambia l’assetto attuale, ma è in atto un nuovo processo di urbanizzazione con la possibilità per i concessionari attuali, senza nuovi procedimenti di evidenza pubblica, di predisporre delle aree subito restrostanti la spiaggia prevedendo persino la costruzione di piscine e di nuove strutture recettive.
Le criticità finora elencate rappresentano solo alcuni degli aspetti messi in evidenza da Simone Avico nella conferenza stampa con l’Associazione La Piazza e l’Ing. Marcello di Marco. Entrambi i relatori hanno concordato, inoltre, sul fatto che dinanzi una variante sostanziale come quella introdotta dalla Regione nel 2020 della soglia minima del 50% di Spiagge libere il Comune avrebbe potuto consentire nuove osservazioni per un PUA che nasce nel 2013 con il 70% di litorale in concessioni. Difatti la riduzione delle concessioni previste non è stata direttamente proporzionalmente a nuove spiagge libere.
L’approvazione del PUA, infine, come già ampiamente sottolineato, avviene dopo l’approvazione dei Progetti di Finanza e con le future concessioni già delimitate e “assegnate”, Tar permettendo. Per il Movimento 5 Stelle è un netto no. Da anni, anche durante la battaglia verso lo strumento del Progetto di Finanza per il rinnovo delle concessioni, oltre agli aspetti tecnici e legali evidenziati è maturata con proposte concrete, come almeno uno stabilimento a gestione comunale, la necessità di considerare la Spiaggia come un bene comune da preservare e accessibile a tutti i cittadini”.
