Una disciplina organica dei servizi socioassistenziali, con programmi innovativi e semplificazioni per l’accreditamento, sono i punti fondamentali della riforma delle strutture socioassistenziali, illustrata dall’assessore Massimiliano Maselli in commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Alessia Savo.
“L’attuale legge regionale è del 2003, nel frattempo sono cambiati i bisogni, sono nati nuovi servizi – ha spiegato Maselli – c’è l’esigenza di un riordino normativo. Abbiamo lavorato circa un anno, con un gruppo di lavoro molto qualificato, composto anche da Roma Capitale. Si tratta di una proposta di legge innovativa, che punta sulla semplificazione. Auspico un lavoro comune in commissione che porti a un voto unanime”.
Il provvedimento si basa su 4 principi cardine: centralità della persona, garanzia di livelli omogenei di qualità e accesso ai servizi su tutto il territorio, integrazione delle prese in carico e coordinamento tra servizi sociali e sanitari, rafforzamento del sistema integrato degli interventi e degli standard di funzionamento delle strutture. Per raggiungerli viene introdotta una disciplina organica dei servizi socioassistenziali definendo i requisiti, le tipologie di strutture residenziali e semiresidenziali, una serie di programmi innovativi (semiautonomia, cohousing, condomini solidali), servizi a bassa soglia (mense, accoglienza notturna, centri diurni), servizi specialistici (reinserimento post‑comatosi, pronto intervento assistenziale).
“La riforma valorizza la flessibilità organizzativa e l’innovazione sociale – ha proseguito Maselli – con l’obiettivo di adeguare l’offerta regionale ai bisogni emergenti, quali la solitudine involontaria, l’invecchiamento attivo, le vulnerabilità giovanili e i nuovi profili della povertà estrema”.
Le nuove norme si propongono di razionalizzare e semplificare i procedimenti di autorizzazione e di accreditamento. In particolare, per quanto riguarda i cosiddetti servizi a “bassa intensità”, i gestori possano dare inizio all’attività socioassistenziale con una procedura semplificata attraverso una semplice comunicazione agli enti locali competenti. La proposta introduce, inoltre, un sistema informativo unico per digitalizzare dati su strutture, servizi e liste d’attesa.
Dall’altro lato, però, la disciplina della vigilanza rafforza la tutela degli utenti, prevedendo ispezioni annuali obbligatorie senza preavviso e l’integrazione tra attività di vigilanza attribuita alle aziende sanitarie locali e quelle di competenza degli enti locali. Il quadro sanzionatorio introduce livelli di responsabilità commisurati alla gravità delle irregolarità, con l’obiettivo di assicurare legalità, trasparenza e tutela dei soggetti fragili.
Di rilievo l’introduzione di strutture multiutenza e polifunzionali, programmi per la semiautonomia e il cohousing, servizi dedicati alla reintegrazione dei pazienti post‑comatosi attraverso l’introduzione di appositi servizi a cura delle aziende di servizi alla persona.
La proposta ottimizza il ruolo degli ambiti territoriali sociali, delle Asl e della Regione in un’ottica di governance multilivello. In quest’ottica la Regione esercita funzioni di indirizzo, accreditamento, monitoraggio e coordinamento, garantendo uniformità territoriale e promuovendo l’integrazione socio‑sanitaria, anche attraverso l’utilizzo dei sistemi informativi.
Dotazione finanziaria 400mila euro centro post comatosi, 1,8 mlioni spesa corrente, 600mila euro in conto capitale (da rafforzare per digitalizzare elenchi.
Savo: proposta di legge molto articolata, che merita un approfondimento da parte della commissione, passo decisivo verso integrazione sociosanitaria.
Nella discussione che è seguita all’illustrazione si è registrato un generale consenso. Sono intervenuti Marietta Tidei (Iv), Marta Bonafoni (Pd), Nazzareno Neri (Noi moderati), Chiara Iannarelli (FdI) e Daniele Sabatini (FdI). In tutti gli interventi è stata sottolineata l’importanza della legge e la necessità di un lavoro serio e approfondito, con audizioni non solo delle associazioni e dei sindacati, ma anche delle esperienze più innovative.
La presidente Savo, prima di chiudere la seduta ha sottolineato l’importante ruolo delle strutture residenziali per garantire possibilità di scelta alle persone fragili”.
