CORI CELEBRA L’ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI AUSCHWITZ

Cori alle celebrazioni per l’anniversario della liberazione di Auschwitz (Oswiecim) in qualità di città gemellata

Si sono svolte oggi, 27 gennaio, Giornata Internazionale della Memoria, a Oświęcim, le celebrazioni per ricordare l’anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Cori, gemellata con la città polacca e invitata ufficialmente dal sindaco Janusz Chwierut, era presente con il primo cittadino Mauro Primio De Lillis, accompagnato quest’anno dal Presidente della Provincia, Gerardo Stefanelli, e dal Presidente della Fondazione Caetani, Massimo Amodio.

Gli appuntamenti sono iniziati con la deposizione di una corona di fiori ai piedi del Monumento ai caduti situato nel centro della città di Oświęcim. Sono quindi proseguiti con il trasferimento delle delegazioni nel campo Auschwitz-Birkenau, dove si è svolta la cerimonia commemorativa che ha visto momenti di preghiera e raccoglimento e l’omaggio alle vittime della Shoah.

La giornata si è tenuta al termine del 21° Viaggio Pontino della Memoria, progetto educativo della Provincia di Latina e di diversi Comuni (Cisterna, Aprilia, Norma, Sabaudia, Cori, Rocca Massima, Terracina, Minturno, Spigno, Itri, Pontinia, Maenza, San Felice Circeo e Roccagorga) del territorio pontino con Cori Comune capofila, che ha portato circa 300 studenti delle scuole medie sui luoghi simbolo della Shoah.

La delegazione istituzionale è stata guidata dal Sindaco di Cori, Mauro Primio De Lillis con la presenza, come detto, del Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, e di numerosi amministratori del territorio, il Vicesindaco di Cisterna, Maria Innamorato, l’Assessore di Pontinia, Beatrice Milani, l’Assessore e la Consigliera di Minturno, Ilaria Pelle e Alessandra Corona, oltre al Presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio.

Il viaggio è iniziato con la visita alla città di Cracovia: la città, oggi patrimonio Unesco, non fu distrutta durante l’occupazione nazista, perché scelta dai tedeschi come capitale del Governatorato Generale. I ragazzi hanno percorso le strade del quartiere ebraico, in seguito trasformato in ghetto, laddove iniziava la tragedia dell’Olocausto. I momenti più significativi del viaggio si sono svolti ovviamente nei campi di Auschwitz e Birkenau, dove i ragazzi hanno potuto vedere con i loro occhi e “toccare con mano” i luoghi in cui l’umanità ha visto forse il suo peggior abisso.

“In questi campi – afferma Mauro Primio De Lillis – hanno perso la vita più di un milione di persone.  Ebrei, rom, prigionieri politici. Uno luogo della morte che oggi ha il ruolo fondamentale di testimoniare ciò che avvenne tra 1943 e il 1945. Auschwitz non è nato all’improvviso. È stato il risultato di leggi sbagliate, di propaganda, di silenzi, di persone che hanno voltato lo sguardo altrove. Per questo studiare, toccare con mano, vedere con i propri occhi la storia è importante: ci insegna che la democrazia, la libertà e i diritti non sono mai garantiti per sempre. Vanno difesi, ogni giorno. E lo scopo del Viaggio con i nostri ragazzi è proprio questo”.

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