11 ANNI DI RECLUSIONE PER IL 23ENNE CROATO: TENTÒ DI UCCIDERE DUE CARABINIERI AD APRILIA SPARANDO CONTRO L’AUTO

Aprilia, concluso il rito abbreviato per il 22enne croato accusato di tentato omicidio, detenzione di arma da fuoco e danneggiamento aggravato

Doveva rispondere dei reati di tentato omicidio, detenzione di arma da fuoco e danneggiamento aggravato dell’auto, il 23enne croato Valentin Cizmic, tuttora detenuto. Il giovane, difeso dall’avvocato Tedesco, è comparso oggi dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, che lo ha giudicato col rito abbreviato. Si tratta del soggetto di nazionalità croata che, a luglio 2025, era stato arrestato per aver esploso dei colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di un’auto dove si trovavano due giovani Carabinieri fuori servizio. Era il marzo dell’anno scorso e ad Aprilia imperversava, con episodi che si presentano anche attualmente, una lotta senza esclusioni di colpi, tra stese nei quartieri popolari e gesti intimidatori gravi, come la bomba militare inesplosa trovata in via Aldo Moro.

Giovani anche loro, i due militari – un uomo e una donna – si sono costituiti parti civili tramite gli avvocati Improta e Filippelli. A rappresentare l’accusa il pubblico ministero Valentina Giammaria che, al termine della sua requisitoria, ha chiesto per il 23enne la pena di 9 anni e 10 mesi più 40mila euro di multa. Dopo la camera di consiglio, il Gup Romano ha pronunciato una sentenza di condanna: 11 anni di reclusione, con un cumulo di pene in relazione anche al possesso di armi per cui il 23enne è già stato condannato, in abbreviato, a 4 anni presso il Tribunale di Velletri. Il croato, infatti, un giorno dopo il tentato omicidio per un chiaro scambio di persone, era stato già arrestato per la detenzione di armi ad Anzio presso la sua casa e presso la casa della compagna.

Leggi anche:
SPARI CONTRO IL CARABINIERE IN VIA LAZIO, IN CASA DEL CROATO TROVATI ARMI, TIRAPUGNI E UNA MASCHERA

Lo scorso 17 luglio, nel carcere di Velletri, furono i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia a dare esecuzione a una misura cautelare personale emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, su richiesta dei sostituti procuratori di Latina, Giuseppe Miliano, Valentina Giammaria e Giuseppe Bontempo, nei confronti del 23enne, residente ad Anzio, Valentin Cizmic.

Il giovane era, come detto, detenuto per detenzione di armi presso la Casa Circondariale di Velletri, ritenuto responsabile, in concorso con altre due persone, del reato di tentato omicidio in danno dei due Carabinieri, detenzione di arma da fuoco e danneggiamento aggravato.

Il provvedimento cautelare scaturiva dall’attività investigativa condotta dal Reparto Territoriale, a seguito dell’esplosione di cinque colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’autovettura privata con a bordo due Carabinieri, entrambi fuori servizio, avvenuto lo scorso 4 marzo in Via Lazio, ad Aprilia

Leggi anche:
SPARI CONTRO I DUE CARABINIERI FUORI SERVIZIO AD APRILIA: C’È UN ARRESTO

Le immediate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, condotte dalla Sezione Operativa del NORM di Aprilia, con il supporto del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Latina, della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Anzio e l’ausilio dei Comandi Stazione di Aprilia e Campoverde, avevano consentito di documentare l’esplosione di ben cinque colpi di pistola, a tamburo, nei confronti dell’autovettura, uno dei quali attraversava il veicolo attingendo in successione la gamba sinistra del Carabiniere seduto al lato passeggero e la gamba destra in corrispondenza del polpaccio destro del Carabiniere alla guida del veicolo.

Le indagini erano sfociate, nell’immediatezza, nell’esecuzione di una perquisizione a casa nei confronti di Cizmic, che era stato trovato in possesso di un Revolver calibro 357 magnum, una pistola semiautomatica calibro 9×21, un’autovettura a noleggio a bordo della quale è stata trovata una pistola semiautomatica calibro 9 corto.

Leggi anche:
ERA SPARITO E SI NASCONDEVA IN UNA VILLETTA ZAGAROLO: IN CASA ARMI E MUNIZIONI, IN ARRESTO 32ENNE DI APRILIA

Le indagini avevano accertato, a seguito di perizie del R.I.S. di Roma, come il Revolver a tamburo fosse l’arma utilizzata per l’agguato ai danni dei militari; le 10 particelle rivenute, a seguito di stub effettuato sul presunto responsabile, fossero di polvere da sparo compatibili con la predetta arma; le traiettorie dei colpi sparati fossero atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte dei due militari. Vi erano elementi ancora in corso di approfondimento che portano a ritenere che l’obiettivo degli attentatori non fossero i due Carabinieri.

Un periodo di impegno enorme da parte del Reparto Territoriale di Aprilia che, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio quotidianamente svolti nel comune del nord pontino, ha, nel 2025, tratto in arresto 16 soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente (sequestrati circa 23 chili di cocaina), per detenzione illegale di armi, anche clandestine, (sequestrati: 6 fucili mitragliatori, 2 kalashnikov, 2 pistole mitragliatrici, 1 fucile a pompa, 3 fucili di precisione, 5 carabine da guerra, 20 pistole e 3 ordigni esplosivi), per detenzione e spendita di monete contraffatte (sequestrati circa 30 mila euro in contanti), nonché sottoposto a sequestro un dissuasore elettrico perfettamente funzionante (taser), due divise complete appartenenti alle Forze di Polizia con tre giubbotti antiproiettili.

Leggi anche:
TRE BOMBE, UN ARSENALE E CHILI DI COCAINA AD APRILIA: SCATTANO DUE ARRESTI

Il giudice Romano ha dichiarato improcedibile il reato di danneggiamento della Fia Panda (l’auto dove si trovavano i due militari) per difetto di querela e riconosciuto il risarcimento civile ai due giovani Carabinieri, rispettivamente di Aversa e Santa Maria Capua Vetere, entrambi in servizio ad Aprilia, da calcolarsi in separata sede. Presenti alla lettura della sentenza, alla giovane militare era stato regalato un mazzo di fiori. Una vicenda che tutto sommato si è concluso per il meglio, ma che poteva sfociare in una tragedia.

Articolo precedente

TROVATO CON 50 BULBI DI PAPAVERO: DENUNCIATO 39ENNE

Articolo successivo

“VIVE ABITUALMENTE DI ATTIVITÀ DELITTUOSE”, SORVEGLIANZA SPECIALE PER ZIROLI

Ultime da Giudiziaria