FARE Insieme, sala piena e confronto politico diretto: dal civismo che governa una richiesta chiara di rappresentanza stabile
Sala piena e partecipazione ampia all’incontro di ieri sera, all’Hotel Europa, dove è stato presentato il progetto civico FARE INSIEME, un percorso di politica civica che unisce esperienze amministrative e territoriali diverse, accomunate dal radicamento nei territori e dalla pratica quotidiana del governo delle città.
Una rete nata da una intuizione di Annalisa Muzio, fondatrice, presidente di Fare Latina e assessore all’urbanistica del Comune di Latina, insieme ad Antonio Scaccia della Lista per Frosinone, vicesindaco e assessore alla mobilità, trasporti e ambiente al Comune di Frosinone. A fare da soggetti costituitivi del progetto, insieme a queste due grandi realtà, anche Fare San Felice Circeo, Fare Cori-Giulianello, Fare Sermoneta e Fare Giovani Latina.
L’iniziativa di ieri ha rappresentato un momento di confronto politico franco, spontaneo e concreto in cui è emersa con chiarezza la volontà di costruire un modello di politica civica strutturata, capace di dialogare in modo serio e propositivo con i partiti nazionali del centro destra, ma deciso a non rimanere in una posizione subalterna, soprattutto quando si tratta di assumere decisioni e delicate responsabilità amministrative e quando si tratta di incidere nei processi decisionali.
Nel suo intervento Annalisa Muzio ha chiarito l’identità del progetto, sottolineando come FARE INSIEME non nasca come una nuova sigla elettorale, ma come un percorso politico che mette in rete esperienze già esistenti, competenze amministrative e lavoro quotidiano sui territori.
“La nostra casa sono le persone, la comunità ed è soltanto alla nostra gente che dobbiamo dare risposte serie. La città è presente e la partecipazione di oggi lo dimostra” ha affermato Muzio, rivendicando un civismo che nasce dal basso e si misura ogni giorno con i problemi reali delle comunità.
Muzio ha poi affrontato in modo esplicito il rapporto con i partiti di coalizione, evidenziando in modo netto una dinamica ormai ricorrente: “Il civismo serio, non quello spot che dura giusto il tempo delle tornate elettorali, non può essere considerato una sacca di voti da utilizzare come numeri in più per vincere le elezioni e poi non coinvolgere in modo leale nelle scelte decisive. Così come è necessario, e irrinunciabile, portare avanti i progetti che sono stati condivisi nel programma di governo delle città”.
Un meccanismo che, ha spiegato, rischia di svuotare la rappresentanza e di alimentare ulteriormente la distanza tra cittadini e istituzioni.
Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato, poi, il tema della responsabilità di governo. “Quando si è all’opposizione è facilissimo acquisire consenso, quando si governa è molto più difficile mantenerlo”, ha sottolineato Muzio, ricordando come governare significhi assumere decisioni, anche complesse, senza perdere di vista l’obiettivo.
“Il problema non è decidere, ma è il non decidere: senza assunzione di responsabilità non può esistere capacità di governo”, ha aggiunto, richiamando la necessità che il civismo sia protagonista dei processi decisionali e non semplice supporto elettorale. Annalisa Muzio ha poi ringraziato le tante persone intervenute tra cui rappresentanti dei sindacati, Ivan Vento della Ugl, Davide Favero, Segretario Generale CLAS, Gianfranco Cartisano UILTUCS e poi Ivan Simeone per Confesercenti e la presidente di Confartigianato, Letizia Buongiorno, a dimostrazione che il progetto FARE INSIEME non si rivolge a un solo ambito politico, ma parla al mondo del lavoro, delle imprese e della rappresentanza sociale, che chiedono risposte e interlocutori credibili.
Nel suo intervento, Antonio Scaccia ha posto l’accento sulle difficoltà che incontrano gli amministratori civici quando operano all’interno delle coalizioni. “La politica è una cosa seria ed è anche molto difficile se la si pratica davvero” ha affermato, rimarcando come il lavoro amministrativo richieda impegno costante.
Scaccia ha poi parlato apertamente delle resistenze che spesso emergono proprio da parte di chi dovrebbe essere alleato: “Molte volte la trasparenza non va bene, perché c’è ancora chi fa parte di sistemi di politica becera, una politica fatta di interessi personalistici o di interessi di pochi” – ha affermato richiamando pratiche che nulla hanno a che vedere con l’amministrazione responsabile. Un riferimento esplicito a quei meccanismi nei quali il consenso viene utilizzato per regolare conti interni o ripagare “cambiali politiche”, a discapito dell’interesse pubblico. “Noi questa politica non la facciamo” – ha ribadito Scaccia – rivendicando una linea di autonomia e rigore che spesso espone chi governa a isolamento e contrapposizioni, ma che resta l’unica strada possibile per restituire credibilità alle istituzioni e rispetto ai cittadini.
A delineare il percorso e la struttura del progetto è stato Roberto Stabellini, che ha ricostruito l’esperienza di FARE Latina e delle sue articolazioni territoriali – FARE Cori-Giulianello, FARE Sermoneta, FARE San Felice Circeo e FARE Latina Giovani – nate dall’ascolto delle associazioni e dei mondi civici privi di una rappresentanza adeguata.
“Il nostro è un lavoro cresciuto nel tempo, fatto di ascolto, presenza e analisi dei bisogni reali dei territori”, ha spiegato Stabellini, sottolineando come l’obiettivo sia quello di condividere un metodo comune e costruire una rete capace di fare sistema tra esperienze civiche diverse.
Nel corso dell’incontro, aperto dall’intervento del coordinatore comunale di Fare Latina, Luca Bagnato, è stata inoltre ribadita la volontà di proseguire il percorso avviato, con l’obiettivo di estendere l’esperienza di FARE INSIEME ad altri territori del Lazio, a partire dalla provincia di Frosinone, dove è stato annunciato un nuovo appuntamento pubblico, e guardando anche ad altre realtà regionali.
La grande partecipazione di ieri conferma, dunque, l’esistenza di uno spazio politico per un civismo serio, radicato e responsabile. Un civismo che chiede di non essere considerato un semplice supporto elettorale, ma una componente attiva e riconosciuta nel governo delle città e nelle scelte che riguardano le comunità.
