Azienda speciale “Terracina”, l’intervento del sindacato Cisl Fp dopo l’assemblea tenutasi lo scorso 20 gennaio
Lo scorso 20 gennaio, si è tenuta una partecipatissima e plebiscitaria assemblea sindacale sulla Azienda Speciale Terracina presso il Centro diurno Il Melograno.
“Considerate le tematiche all’ordine del giorno, si è registrata un’attenzione da parte di tutte e tutti, in particolare durante l’illustrazione della sentenza emessa dal Giudice del Lavoro che ha condannato l’Azienda Speciale Terracina al pagamento della somma di € 24.598,22 a titolo di differenze retributive in favore di un lavoratore, che nel tempo, aveva avanzato formale richiesta di riconoscimento dell’avanzamento di livello a seguito di un mutamento delle mansioni svolte”.
Nel corso dell’assemblea, il Segretario Provinciale Raffaele Paciocca ha chiarito le motivazioni che hanno condotto il Giudice a tale decisione, evidenziando come la stessa sia pienamente legittima e fondata sul rispetto dei diritti del lavoratore in materia di inquadramento professionale.
Diversa valutazione, invece, è stata espressa, in merito alle modalità con cui il provvedimento giudiziario è stato divulgato e interpretato, nonché rispetto al fatto che l’avanzamento di livello sia stato di fatto riparametrato facendo riferimento a un CCNL diverso e non di settore, per ragioni non chiaramente esplicitate.
È stata inoltre posta in debita evidenza una pronuncia della Corte dei Conti del Lazio, la 68/2023, nella quale si evidenziava, in maniera tutt’altro che marginale, la natura giuridica della Azienda Speciale di Terracina, definita come “incontestabilmente rientrante nell’alveo degli enti pubblici (…) e come ente che rappresenta una vera e propria articolazione della Pubblica Amministrazione”.
“La preoccupazione di questa Organizzazione Sindacale, condivisa dall’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori, riguarda in particolare la modalità con cui la sentenza è stata pubblicamente rappresentata, creando una sovrapposizione di effetti che rimangono, in primo luogo, “inter partes” ed in secondo luogo, non definitivi sulla natura giuridica della Azienda speciale rispetto al precedente giudicato del Giudice “giuscontabile”.
In presenza di giudicati opposti e contraddittori, sarebbe opportuno adire il giudice supremo della Cassazione per ottenere una pronunzia “definitiva” che orienti, in maniera assoluta, le decisioni giudiziarie dei tribunali.
Nel corso dell’assemblea è emerso un diffuso clima di incertezza tra i presenti rispetto al proprio futuro lavorativo all’interno dell’Azienda, alimentato da prese di posizione di alcuni soggetti che in maniera impropria, hanno ricondotto la sentenza ad un effetto generalizzato e automatico sull’intero personale, generando confusione e preoccupazione.
Alla luce di quanto emerso, l’assemblea ha pertanto deliberato l’eventuale avvio dello Stato di Agitazione del personale, quale segnale chiaro e responsabile volto a richiamare l’attenzione sulle criticità in atto e sulla necessità di garantire certezze, tutele e trasparenza per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori.
Per tali ragioni, si ritiene necessario riportare il confronto su un piano di correttezza e trasparenza, evitando letture distorte o strumentali che possano alimentare ulteriori tensioni, soprattutto in un contesto già segnato da forti criticità e dalla necessità di garantire stabilità e continuità ai servizi.
Al contempo, resta centrale l’esigenza di garantire, a tutte e tutti, un impianto contrattuale solido e coerente, con tutele idonee a personale che svolge funzioni di natura sociale e non servizi di rilevanza economica, e pienamente riconducibile a un CCNL pubblico come quello delle funzioni locali”.
Così, in una nota, Raffaele Paciocca, Segretario Cisl fp Latina e Leopoldo Gagliardi, Coordinatore Terzo Settore.
