“COLLO D’OCA”, LE OCCUPANTI DELLA CASA ESPROPRIATA BLOCCANO LA DEMOLIZIONE

Erano pronti per iniziare stamattina, 20 gennaio, i lavori di demolizione dell’immobile che una ventina d’anni impedisce il completamento di viale Le Corbusier a Latina, eliminando il cosiddetto “collo d’oca”. L’operazione con tutte le forze dell’ordine presenti e un’ambulanza si è bloccata perché tre donne, una madre e due figlie, che risiedono nell’immobile, si rifiutano di lasciare la propria abitazione che è stata espropriata dal Comune di Latina.

Sul posto sono arrivati la Polizia, compresa la Digos, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e anche il 118, oltre ai dirigenti e funzionari del Comune. Le donne occupanti hanno spiegato, attraverso un loro congiunto, che non hanno altro posto dove andare.

A marzo scorso, c’era stata una nuova ordinanza di sgombero, entro 60 giorni, più la richiesta di indennità di occupazione senza titolo dell’immobile, acquisito al patrimonio del Comune, per la cifra di 82mila euro. Ancora un’altra tappa alla annosa vicenda dell’immobile abusivo al centro di viale Le Corbusier, da abbattere per il progetto di eliminazione del “collo d’oca”.

L’ordinanza era stata pubblicata sull’albo pretorio del Comune di Latina. A giugno 2022, l’ordinanza n. 97 disponeva lo sgombero e la richiesta di indennità per occupazione senza titolo dell’immobile abusivo acquisito e trascritto al patrimonio comunale, in catasto al foglio n. 168 particella n.174. La prima ordinanza di demolizione risale addirittura al 2006. E ancora, altre ordinanze di sgombero si sono susseguite, nel 2012 e ancora nel 2022.

Una vicenda che ha almeno 20 anni. A novembre 2024, il cosiddetto “Collo d’Oca”, ossia il pezzo di strada che passa su Viale Le Corbusier, subisce l’ennesima battuta d’arresto. A spiegarlo era una determina del servizio “Lavori Pubblici” del Comune di Latina, firmata lo scorso 7 novembre dal dirigente Angelica Vagnozzi. L’atto serviva a risolvere il contratto stipulato in data 19 novembre 2019 con l’ingegnere Vito Aliquò, “stante la mancata produzione degli atti prodromici all’appaltabilità dell’intervento (ovvero sia corretti frazionamenti sia idonea progettazione esecutiva)”.

All’ingegnere era stato affidato il lavoro di “Progettazione esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione ed attività topografiche di rilevamenti e di frazionamenti particelle con e procedure previste dalla Agenzia del Territorio – Direzione sorveglianza e contabilizzazione dei lavori, redazione del Certificato di Regolare Esecuzione C.R.E.” dei Lavori di completamento in viale Le Corbusier “Collo d’Oca”.

Secondo la determina, era stato preso atto dello stato del servizio svolto alla data del 08/07/2024 dal quale risulta che detto professionista, nonostante le reiterate richieste, non aveva prodotto né corretti frazionamenti catastali necessari alla attività di acquisizione delle aree oggetto dei lavori né progetto esecutivo adeguato alle nuove norme del Codice dei Contratti ed alle osservazioni in sede di verifica progettuale.

L’Amministrazione comunale si riservava comunque il diritto di chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti o subendi a seguito del predetto inadempimento, di quantificare esattamente i danni che riterrà di aver subito da detto inadempimento, e di definire le rispettive partite di credito/debito che andranno successivamente compensate e, in caso di eccedenza a favore dell’Ente, di attivare le procedure ed azioni legali necessarie al loro risarcimento.

Nel 2022, l’allora consigliere comunale Gianluca Bono (Movimento Cinque Stelle) aveva dato conto “in qualità di commissario della commissione Urbanistica”, di aver “partecipato alla relativa seduta presieduta dal Presidente Emilio Ranieri. All’ordine del giorno, un punto molto importante, ovvero l’analisi della proposta di deliberazione n. 21/2022 avente ad oggetto il completamento di viale Le Corbusier. Nello specifico, l’eliminazione del famigerato punto denominato “collo d’oca” ubicato all’angolo tra Via Zani e il sopraccitato viale a doppia corsia per senso di marcia”.

“Il tutto – proseguiva Bono – facente parte del cosiddetto “progettone”, ovvero il programma straordinario d’intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia – Latina anche città di mare. Ebbene, mi ha fatto particolarmente piacere che la proposta di delibera sia stata approvata all’unanimità e che, in tale ambito, abbia potuto dare il mio piccolo contributo. Detta delibera, una volta votata anche dal prossimo Consiglio Comunale, dovrebbe portare in tempi ragionevoli alla gara d’appalto e, dunque, all’inizio di quei lavori che, finalmente, andranno ad eliminare un vero e proprio imbuto”.

“Un “collo d’oca”, figlio di quell’urbanistica “creativa” del passato che, in assenza di un piano regolatore aggiornato e omogeneo alle linee urbanistiche di fondazione, contribuì all’edificazione selvaggia di quella zona e alla troncatura di vie importanti, come via dell’Agora, che fino ad allora avevano avuto un ruolo importante per i residenti della zona. Un “collo d’oca” che, per anni, ha rappresentato un delirante imbuto capace sia di vanificare l’esistenza di una strada a scorrimento veloce, sia di mortificare i residenti di una zona densamente abitata”.

“Una criticità che – concludeva l’esponente pentastellato -, finalmente, potrà essere sanata al fine di consentire anche una fisiologica ricucitura urbanistica tra il Centro Cittadino (rappresentato dalle autolinee nuove e dal vicino quartiere Nicolosi) e la zona Nuova Latina (ex q4 e q5)”.

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