Va di nuovo all’asta, dopo essere andata deserta quella di un anno fa, il maxi complesso industriale di 25 ettari a ridosso della strada statale Pontina, ricadente nel territorio di Cisterna di Latina, conosciuto come “Polveriera”.
A gennaio 2025, l’ex polveriera era stata messa all’asta per 6,2 milioni di euro. L’eventuale acquisto da parte di possibili acquirenti avrebbe potuto significare la trasformazione dell’area in zona residenziale o area commerciale. Fatto sta che nessuno si è presentato all’asta, cosicché, a distanza di un anno, l’area viene rimessa di nuovo in vendita per un valore minore: 4,6 milioni di euro. Il sito, dismesso da oltre vent’anni, è stato un importante centro di produzione di esplosivi, da qui il nome “polveriera”.
I terreni del complesso sono ubicati in una zona davvero strategica. Pur se ricadenti nel territorio del comune di Cisterna, l’area è limitrofa a Borgo Piave, confinando con l’azienda Leonardo.
Sul sito astegiudiziarie.it si leggeva nell’asta dell’anno scorso: “Diritto di piena proprietà di un complesso industriale dismesso sito in Comune di Cisterna di Latina, Via Piano Rosso, insistente su terreno di oltre venticinque ettari, interessato da cambio di destinazione d’uso urbanistica da industriale in complesso per attività produttive e servizi, con zona destinata all’edificazione privata a servizi della superficie complessiva di mq 151.932 circa sulla quale è possibile realizzare una volumetria complessiva di mc 301.567 circa”.
Un anno fa l’offerta minima era di 4,6 milioni di euro, mentre il rialzo minimo in caso di gara era di 125mila euro. Una prima asta si tenne nel 2023 ma andò deserta.
Nel 2015 il Consiglio Comunale di Cisterna approvò il progetto di bonifica e trasformazione dell’ex polveriera di Piano Rosso in un centro commerciale con servizi generali e multisala per un totale di circa 70mila metri quadrati. La proprietà avrebbe ceduto all’amministrazione aree a verde pubblico attrezzato, parcheggi, adeguamento della viabilità con la realizzazione di rotatorie e oneri di urbanizzazione per circa quattro milioni di euro. Tutto si risolse in un nulla di fatto.
