OMICIDIO CAPRIO, SI CONCLUDE IL PROCESSO: È MORTO IL PRESUNTO KILLER

È giunta la notizia della scomparsa di Angelo Gentile, agricoltore 84enne di Cellole, accusato dell’omicidio di Pietro Caprio nel novembre 2023. L’uomo, che fino all’ultimo momento si è sempre professato innocente, era già ammalato da tempo e le sue condizioni erano peggiorate. Il relativo processo, in cui era imputato per omicidio, sarà dichiarato dal Tribunale estinto per la morte del reo.

Gentile fu accusato in seguito al ritrovamento del corpo di Caprio a Baia Domizia, con la motivazione di essere stato l’unica persona ad avere avuta un’interazione con la vittima durante la stessa sera.

A far puntare il dito nei confronti di Gentile, però, fu la polvere da sparo rinvenuta, in ingenti tracce, sul proprio cappello a seguito delle indagini e degli esami condotti dalla scientifica. Ciò fu ritenuto abbastanza per i pubblici ministeri così da sostenere le accuse nei confronti dell’84enne, deceduto nella mattina del 14 gennaio.

Gentile doveva rispondere in Corte d’Assise a Santa Maria Capua Vetere dell’omicidio di Pietro Caprio, insegnante di scienze motorie 58enne, originario di Cellole, in servizio a Minturno e socio di una cooperativa di salvataggio attiva sul Litorale Domizio. Caprio, come noto, è stato ritrovato carbonizzato a bordo di una Dacia Duster in prossimità della Pineta di Cellole, in località Pietre Bianche, nella mattinata del 4 novembre 2023.

Secondo gli inquirenti campani,Angelo Gentile non avrebbe ucciso Pietro Caprio in maniera premeditata, ma sarebbe stato lui, comunque, a compiere il delitto. È in questo modo che La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere aveva chiuso le indagini nate per il delitto avvenuto in località Pantano nel comune di Cellole.

Angelo Gentile, difeso dall’avvocato Gabriele Gallo, era accusato di aver ucciso il professore di educazione fisica, dopodiché avrebbe distrutto il cadavere dando alle fiamme l’auto.

Il processo era entrato nel vivo ad aprile 2025 quando il maresciallo capo Fabio Colameo, in servizio presso il nucleo operativo della compagnia carabinieri di Sessa Aurunca, aveva rivelato che l’attività più remunerativa di Caprio era quella dell’usura. Anche l’imputato, Angelo Gentile avrebbe contratto un debito di 10mila euro nei confronti del professore usuraio. Un elemento che per gli inquirenti sarebbe stato valorizzato come possibile movente del delitto. 

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