Ad Aprilia, dopo mesi di apparente calma, si torna a sparare: stavolta ad essere bersaglio è stato un palazzo in Via Capuana
Una traversa di Via Capuana, tra le strade di Via Foscolo e Via Carducci, ha fatto da scenario all’ennesimo episodio inquietante e da allarme criminale che si registra ad Aprilia, lasciando stare quello che succede nel vicino capoluogo di provincia e oltre.
Nella notte del 13 gennaio, intorno alle ore 2, infatti, qualcuno ha crivellato di colpi la vetrata di portone, tanto che i colpi sono penetrati dentro e alcuni dei quali si sono andati a conficcare nel muro interno. Sei in tutto i fori visibili nel portone del palazzo di Via Capuana, tanto che più di qualche residente ha udito gli spari, pur essendo a notte fonda, e ha allertato il 112. Sul posto si sono recati i Carabinieri del Reparto Territoriale per refertare quanto è stato possibile trovare.
Sul luogo, però, non sono stati trovati bossoli, quindi è probabile che si sia trattato di un revolver che non rilascia niente quando spara. Pare che nessuno abbia sentito un’auto correre via dopo i colpi, dunque è altrettanto probabile che chi ha sparato sia sceso a piedi e poi è andato via salendo su un mezzo fermato a qualche metro di distanza dal palazzo.
Un gesto che sembra senza possibilità di smentita intimidatorio nei confronti di qualcuno dei residenti e che segue altri episodi preoccupanti nel territorio apriliano, diventato terreno di scontro dopo che il clan autoctono capeggiato da Patrizio Forniti è stato colpito dalla maxi indagine antimafia denominata “Assedio”. Un vuoto di potere, soprattutto nel campo dello spaccio di droga, che ha fatto sì che diversi “messaggi” siano stati lanciati. Ultimo dei quali l’auto bruciata di uno degli imputati di “Assedio”, Simone Amarilli. Senza contare che, a marzo 2025, ci furono gli spari del 22enne croato, in via Lazio, contro due Carabinieri fuori servizio, scambiati per altre persone e un ordigno militare inesploso in Via Aldo Moro. Pochi giorni prima degli spari in Via Lazio, anche quelli in Via Belgio, nel quartiere Toscanini. Sul posto erano intervenuti i Carabinieri che avevano eseguito un accurato sopralluogo, nel corso del quale, oltre a riscontrare i fori presenti sul portone di un immobile, nell’area interessata hanno rinvenuto e repertato diversi bossoli calibro 9, sottoposti a sequestro, per i successivi accertamenti balistici. Erano stati almeno una decina i colpi sparati sul portone d’ingresso di una delle case popolari del quartiere 167.
A maggio scorso, invece, nella notte tra il 5 e il 6 maggio, si sparò tra via Mascagni e via Guido Rossa. Anche in quel caso, come in via Capuana, furono sei i colpi di arma da fuoco esplosi all’indirizzo di un palazzo intorno alla mezzanotte, uditi dai residenti lanciarono l’allarme. A gennaio 2025, un bossolo fu ritrovato anche in Via Inghilterra, sempre nel quartiere Toscanini.
A fine anno, i Carabinieri sono intervenuti ancora nel medesimo quartiere. Nel transitare in via Inghilterra, i militari dell’Arma hanno poi rinvenuto a terra un petardo inesploso. Dopo aver verificato che nella zona non fossero stati arrecati danni di nessun genere, i Carabinieri hanno quindi deciso di eseguire un controllo all’interno del condominio antistante rinvenendo, nel vano scale, uno zaino contenente 200 cartucce calibro 9×21, 13 petardi e 4 bombe carta realizzate artigianalmente.
