RIFIUTI A TERRACINA, EUROPA VERDE: “NON SI AGGIUDICA LA GARA, MA I SERVIZI FINISCONO IN BOLLETTA”

Nella seduta di Consiglio comunale del 23 Dicembre scorso, è stata discussa l’interpellanza protocollata da Europa Verde addirittura il 3 luglio 2025 a seguito dell’approvazione, nella seduta di Consiglio del 30.6.2025 dell’aggiornamento del Piano Economico Finanziario  2024-2025 e della riapprovazione  della rettifica delle tariffe 2025  che erano già state approvate nella seduta di consiglio del 30 aprile 2025, con l’intento di ottenere alcuni chiarimenti importanti, relativi in particolare:

– ai costi, presenti nel PEF (Piano Economico Finanziario) dei rifiuti 2024 per 321.628 euro e nel PEF 2025 per 386.766 euro, delle nuove prestazioni inserite nel capitolato per la qualità (cosiddetta componente CQ del PEF) ovvero: l’incremento ulteriore della percentuale di raccolta differenziata fino ad arrivare al 80%, il raggiungimento del livello di qualità corrispondente allo schema regolatorio 3 previsto dalla delibera Arera n. 15/2022/R/Rif e l’introduzione della Tariffa puntuale;

– all’incremento di 912.102 euro dei costi a consuntivo fatturati al gestore nel 2023;

– al progetto denominato “Implementazione progetto tariffa puntuale” finanziato dalla Regione Lazio per 94.420 euro.

Premesso che l’interpellanza è stata riscontrata dall’Amministrazione, solo dopo diversi solleciti, con due note: una del 25.9.2025 ed un’altra del 23.12.2025 (pervenuta  all’interpellante il giorno stesso in cui l’interpellanza è stata discussa in Consiglio Comunale).

Riguardo al primo punto, come riportato nelle note lette dall’Assessore all’Ambiente in Aula, l’Amministrazione risponde placidamente e senza scomporsi che i servizi aggiuntivi per la qualità previsti dal nuovo capitolato di appalto predisposto per la gara pur non essendo stati erogati, e quindi non essendo stati riconosciuti al gestore (ci mancava solo questo), e quindi i costi di questi servizi, contenuti nel PEF, sono comunque finiti in bolletta sia nel 2024 (per 321.628 euro) che nel 2025 (per 386.766 euro).

Relativamente al secondo punto, l’Amministrazione risponde che l’incremento dei costi del gestore per il 2023 di ben 912.10 euro è dovuto in base alle clausole contrattuali vigenti, ed è riferito alle prestazioni rese dal gestore nel 2023, ma glissa sul perché si è determinato questo aumento di costi, mentre noi ipotizziamo che tali extra costi dipendono da servizi di pulizia extra richiesti, e pubblicizzati via social, dalla Giunta appena insediatasi nel 2023.

Sul progetto denominato “Implementazione progetto tariffa puntuale” l’Amministrazione afferma che dei 94.420 euro previsti dal finanziamento regionale, ad oggi, ne è stato incassato solo il 20% (18.884 euro), perché dei tre adempimenti  richiesti dal finanziamento, l’Amministrazione ha ottemperato solo al primo, cioè alla distribuzione dei contenitori con tag RFID alle utenze non domestiche, mentre il secondo adempimento (che valeva il 60% del contributo) non è stato completato (in ben tre anni!!). L’adempimento riguardava il Regolamento sulla Tariffa puntuale che non è stato mai predisposto e approvato, ma nel contempo l’Amministrazione ha riconosciuto l’intero costo del progetto al Gestore. 

“Non possiamo non rimarcare la gravità di quanto accaduto relativamente ai costi della qualità finiti bellamente in bolletta, visto che appare del tutto evidente che se queste prestazioni non sono state fornite ai cittadini nel 2024 e neanche nel 2025, i PEF, delle due annualità, dovevano essere modificati e riapprovati scorporando questi costi invece di ribaltarli sulle tariffe, perché in questo modo si sono  fatti pagare ai cittadini nel 2024 e nel 2025 dei servizi, come la Tariffa Puntuale, che non sono stati mai erogati e chissà quando lo saranno vista la situazione di assoluta incertezza sull’assegnazione della gara da 100 e passa milioni di euro.  Questo è un fatto di una gravità inaudita, a cui l’Amministrazione spero, voglia mettere rapidamente riparo, visto che parliamo di oltre 700.000 euro pagati ingiustamente dai cittadini. Cittadini che non possono essere assolutamente utilizzati per far cassa anticipando somme a fronte di prestazioni mai rese. 

Relativamente alla seconda questione posta dall’interpellanza continuiamo a non capire quali sono i servizi in più che il gestore ha fatto nel 2023 per quasi 1 milione di euro rispetto a quelli stimati ed inseriti nel PEF, chi glieli ha chiesti al gestore questi servizi in più, a fronte di quali esigenze, chi li ha autorizzati, come, quando con quali atti. Si tratta di un altro milione di euro caricato sulle spalle dei cittadini che gli stessi, pro quota, hanno già pagato nel 2025 e continueranno a pagare nei prossimi anni. 

Relativamente al progetto “Implementazione progetto tariffa puntuale” finanziato dalla Regione, appare del tutto evidente che senza il servizio di Tariffa Puntuale implementato ed attivo e senza un Regolamento predisposto ed approvato, dei contenitori con l’RFID non ce ne facciamo un bel niente, se non l’aver dovuto anticipare nel frattempo, con le risorse di bilancio, al gestore, l’intero importo del progetto per 94.420 euro (visto che la Regione ce ne ha dati ad oggi solo 18.884 perché non abbiamo ottemperato agli adempienti richiesti). Ci chiediamo quale fosse l’urgenza di acquistare questi contenitori. Ora visto che la Regione, si legge nella risposta, ha prorogato gli adempimenti al 1.2.2026, sarebbe utile capire cosa stiamo facendo in merito alla predisposizione del Regolamento sulla Tariffa Puntuale in modo da recuperare almeno le somme nel frattempo già anticipate al gestore. 

Da ultimo c’è un’altra questione molto interessante ed è quella relativa all’adeguamento annuale istat dei prezzi del servizio previsto dall’art. 62 comma 3 del capitolato di appalto, che ha visto, per l’annualità 2024, liquidare, con la determina N. 701 del 28/03/2025 all’Ati De Vizia Transfer s.p.a./Urbaser s.a. una fattura dell’importo di ben 1.470.140 euro. Non avendo previsto questa somma inizialmente in bilancio e non avendo visto, in corso d’anno, alcuna variazione di bilancio a riguardo (come invece fatto nel 2023 quando l’importo dell’adeguamento istat fu di 343.000 euro), non sappiamo le ragioni del notevole incremento di questo adeguamento e come sia stata gestita e recuperata questa somma ingentissima, dovuta contrattualmente ma notevolmente superiore agli importi normalmente riconosciuti negli anni passati (343.000 euro nel 2023, 374.000 euro nel 2022, 194.000 euro nel 2021), ma temiamo che sia finita anch’essa pari pari in bolletta nel silenzio generale. Ora tra costi della qualità, costi aggiuntivi ed adeguamento istat, parliamo di oltre tre milioni di euro che il Comune ha deciso di prelevare dalla tasche dei cittadini senza fornire alcuna motivazione in merito alle scelte operate. Non penso che si possa andare avanti in questo modo oscuro pensando di non dover giustificare a nessuno scelte di tale rilevanza e di tale impatto sui cittadini. Ci attiveremo presso le Autorità sovraordinate per cercare di ristabilire le regole più elementari di correttezza e di trasparenza dell’azione amministrativa di governo della Città che evidentemente si sono smarrite”. Gabriele Subiaco, Consigliere Comunale e Consigliere Nazionale di Europa Verde

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