Il sostituto procuratore di Latina, Giuseppe Miliano, ha chiesto l’arresto di Giovanni Secci, vicesindaco di Sabaudia.
L’inchiesta riguarda alcune attività amministrative, collegate ai chioschi sul lungomare della città delle dune. Risultano indagate altre tre persone, tra le quali anche il sindaco di Sabaudia Alberto Mosca, e due tecnici del Comune coinvolti nelle procedure contestate. La prossima settimana sono stati fissati gli interrogatori preventivi fissati davanti al gip di Latina, Giuseppe Cario, che dovrà decidere sulla richiesta di arresto. Ad essere contestato è il reato di turbativa d’asta e l’arresto ai domiciliari è stato chiesto per Secci e i due tecnici.
L’indagine, affidata alla Guardia di Finanza e ai Carabinieri Forestali, riguarda la vicenda dei cinque chioschi che sono finiti ad un unico imprenditore, la cui aggiudicazione è stata poi revocata dal Comune stesso.
Una decisione, quella del Comune, che ha già visto soccombente l’ente davanti al Tar di Latina. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero condizionato l’esito delle gare di assegnazione dei chioschi, così imporre all’aggiudicatario condizioni tassative per il pagamento che non era previsto nel bando di gara. Tali condizioni hanno generato la decadenza dell’assegnazione, favorendo i secondi classificati che hanno gestito i chioschi nella stagione balneare appena passata.
In seguito a un ricorso presentato al Tribunale Amministrativo di Latina, il ristoratore estromesso dalla gestione delle aree demaniali si è visto accogliere il ricorso. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Prima) ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento di decadenza adottato in data 1 luglio 2025 e la presupposta diffida del 27 giugno 2025, nonché gli atti ad essi conseguenti. Al contempo, era scattata l’indagine penale che rischia di produrre conseguenze politiche molto importanti in Comune che viene già da un passato terremoto giudiziario.
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