Un inseguimento durato una quindicina di minuti sabato notte ha messo a repentaglio la sicurezza dei giovani della movida
È durata un quarto d’ora l’inseguimento di un furgone rubato che, a velocità folle, ha tentato di fuggire da una volante della Polizia di Stato che cercava di fermare i ladri. La scena da far west è accaduto sabato notte. Dopo una segnalazione pervenuta al 112 da parte di un commerciante di Latina, a cui era stato rubato un furgone di marca Renault, gli agenti della Squadra Volante si sono messi sulle tracce del maltolto.
Una volta intercettato, i poliziotti hanno inseguito il furgone che vedeva tre uomini nell’abitacolo della guida e altri due che, solo in seguito, si è appurato essere nascosti nel retro del mezzo. Una fuga folle per le vie della città di Latina che, intorno alle ore 2, è iniziata nei pressi del Comando dei Vigili del Fuoco di Latina, dopodiché il furgone, per scappare dalla volante, ha imboccato contromano diverse strade e superato con il rosso i semafori che gli si paravano davanti.
Il furgone, dopo aver attraversato il quartiere Nicolosi, si è fermato solo quando è arrivato in Via Neghelli, in zona pub, intorno alle ore 2,15, quando l’area è ancora colma di giovani che frequentano la cosiddetta movida di Latina. Dal mezzo, sono riusciti a scappare quattro dei ladri, mentre uno di loro è stato fermato e arrestato in flagranza di reato dai poliziotti. Si tratta di un tunisino pluripregiudicato, classe 1997, senza fissa dimora.
Nel corso dell’inseguimento, è emerso che i ladri, per provare a far desistere i poliziotti, hanno lanciato contro la volante, danneggiandola, cerchioni di ruote, due lastre di legno e un monopattino che si trovava nel retro del furgone dove si nascondevano due dei ladri. L’unico ad essere ammanettato era invece, alla guida del furgone.
Il 29enne è comparso oggi, 12 gennaio, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Eugenia Sinigallia, che, dopo aver ascoltato i poliziotti operanti che hanno proceduto al suo arresto, ha convalidato il medesimo. Nonostante la richiesta di arresto in carcere, il giudice Sinigallia ha disposto la misura meno restrittiva dell’obbligo di firma per il 29enne, difeso dall’avvocato Marilena Spata.
Il processo per direttissima proseguirà il prossimo 26 febbraio per la concessione di un termine a difesa richiesta dal legale difensore. All’uomo è contestato il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Continuano le indagini dei poliziotti per risalire all’identità dei complici del 29enne. Dirimenti saranno le immagini della videosorveglianza che hanno immortalato i fuggitivi.
