Piano casa, il sindacato inquilini Salp C.A.S.A.: “A Latina servono risposte concrete, ora il confronto arriva in Regione”
Il nuovo Piano casa delineato dalla Legge di Bilancio, con risorse programmate a partire dal 2026 e la possibilità di integrazione con fondi europei, riporta al centro del dibattito politico un tema che a Latina, e in tutta la provincia, resta irrisolto: l’accesso a un’abitazione dignitosa a costi sostenibili per ampie fasce di popolazione.
Gli strumenti indicati dal legislatore – edilizia sociale in locazione a canone agevolato, contratti di rent to buy destinati a giovani, giovani coppie e genitori separati, interventi specifici per la popolazione anziana anche attraverso modelli di coabitazione – segnano un cambio di impostazione rispetto al passato. Misure che, tuttavia, rischiano di restare sulla carta se non accompagnate da progettualità territoriali solide e immediatamente attuabili.
È su questo terreno che si inserisce l’attività di Salp C.A.S.A., che lo scorso mese di dicembre ha promosso un primo momento di confronto istituzionale presentando proposte costruite a partire da criticità ben note nel territorio pontino: la presenza di alloggi pubblici inutilizzati o sottoutilizzati, le difficoltà di accesso alla locazione per nuclei familiari fragili, la carenza di soluzioni abitative dedicate agli anziani autosufficienti.
Le linee di lavoro illustrate puntano sul recupero del patrimonio esistente, evitando nuovo consumo di suolo, anche alla luce delle opportunità offerte dalla recente normativa regionale sulla rigenerazione urbana, che rafforza il ruolo dei Comuni nella valorizzazione del patrimonio edilizio pubblico e privato. In questo quadro, la locazione a canone calmierato viene indicata come lo strumento prioritario per affrontare l’emergenza abitativa nel breve periodo.
Accanto a questo, il Piano casa introduce strumenti che meritano un approfondimento attento anche a livello locale, come le formule di accompagnamento all’accesso alla proprietà e i modelli di abitare condiviso, già sperimentati in altri territori.
Un primo confronto con ATER è già avvenuto e rappresenta un passaggio centrale, considerando il ruolo dell’ente nella gestione dell’edilizia residenziale pubblica. Un dialogo che, alla luce delle novità introdotte dal Piano casa, è destinato a proseguire e ad ampliarsi, coinvolgendo progressivamente anche altri livelli istituzionali.
«Le misure introdotte dalla Legge di Bilancio – dal rafforzamento dell’edilizia sociale fino agli strumenti di accesso alla casa per giovani, famiglie e anziani – rappresentano un quadro di riferimento interessante – spiega Gianluca Bolognesi, presidente provinciale di Salp C.A.S.A.. Alcune delle soluzioni previste meritano di essere approfondite e valutate nella loro applicabilità anche a livello locale. Ora, però, è il momento di fare un passo ulteriore, portando il confronto su un piano più ampio. Stiamo, infatti, già lavorando alla pianificazione di nuovi incontri a livello regionale – prosegue Bolognesi –, coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali interessati, con l’obiettivo di portare all’attenzione della Regione proposte coerenti con le misure nazionali e adattate alle esigenze specifiche del territorio pontino. Solo attraverso un confronto strutturato sarà possibile costruire risposte durature all’emergenza abitativa. Il Piano casa – conclude il Presidente provinciale di Salp C.A.S.A. rappresenta un passaggio rilevante, ma non sufficiente di per sé. La sua efficacia dipenderà dalla capacità di tradurre le linee nazionali in interventi concreti sui territori. È su questo terreno che il nostro sindacato inquilini intende continuare a misurarsi, con un approccio pragmatico e orientato ai risultati”.
