Emilio Gabriel Valdez Velazco, il peruviano di 57 anni accusato di avere violentato e strangolato la 19enne Aurora Livoli, ha confessato tutto
È durato circa tre ore l’interrogatorio avvenuto al carcere di San Vittore, davanti alla procuratrice aggiunta di Milano Letizia Mannella e al sostituto Antonio Pansa. L’uomo ha raccontato le ultime ore della giovane vittima e confermato tutti i dettagli: “Ho incontrato quella ragazza che non conoscevo nel mezzanino della metropolitana di Cimiano, dopo aver aggredito una mia connazionale 19enne”.
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Secondo il 57enne: “Mi ha fermato lei e mi ha chiesto se le davo soldi perché voleva comperare un pacchetto di sigarette, mi sono offerto di accompagnarla ad acquistarlo”. Dopo poco, grazie alla telecamera si vede il 57enne che segue la ragazza. I due si allontanano dalla uscita della metropolitana e ricompaiono inquadrati sul marciapiede in direzione di via Paruta.
Le telecamere riprendono l’assassino che entra ed esce, per ben due volte, dal cancello del cortile in cui ci sono quattro condomini. “Sì, avevo dimenticato il cellulare accanto alla ragazza e sono tornato indietro a prenderlo”. Il peruviano, che aveva assunto cocaina, ha raccontato: “Ci siamo appartati sulla aiuola accanto all’ingresso principale sotto le finestre di un condominio. A un certo punto l’ho violentata, ma lei ha tentato di difendersi, urlava e quindi io le ho messo le mani sul collo e ho stretto, ma non pensavo di averla uccisa, perché l’ho vista assopita”.
“Pensavo si fosse addormentata e sono quindi rimasto a vegliarla, infatti l’ho coperta con una giacca perché faceva freddo, poi me ne sono andato, solo dopo mi sono accorto che non avevo più il telefono in tasca, quindi sono tornato indietro a riprenderlo”. Il secondo ingresso in via Paruta è avvenuto sempre sotto le telecamere. “Che quella ragazza con cui ho passato la serata era morta, cioè che l’avevo uccisa, l’ho appreso il giorno dopo guardando la tv”. Alla domanda dei pm sul perché ucciderla, il peruviano ha risposto: “Non lo so, ero sotto l’effetto di droga e alcol e credo di aver avuto un cortocircuito”.
Aurora sarà ritrovata, dalla portinaia, la mattina del 30 dicembre esattamente nel punto in cui lui l’ha violentata, seminuda e con la giacca a coprirne in parte il corpo. Anche il difensore dell’assassino, Massimiliano Migliara, parla di “rottura con la realtà” dimostrata dal fatto di non essersi preoccupato delle telecamere che lo hanno ripreso più volte.
Domani, 10 gennaio, c’è attesa per i funerali della ragazza che si terranno a Monte San Biagio, vestita a lutto.
